Sangue coccodrilli: c’è una proteina anti batteri resistenti ad antibiotici

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 maggio 2018 10:31 | Ultimo aggiornamento: 2 maggio 2018 10:31
Sangue coccodrilli: c'è una proteina anti batteri resistenti ad antibiotici

Sangue coccodrilli: c’è una proteina anti batteri resistenti ad antibiotici

ROMA – Sangue coccodrilli: c’è una proteina che…Che fa in modo che un coccodrillo possa ferirsi e che la sua ferita non si infetti in acque e ambienti putridi e di fatto colture di batteri. Il coccodrillo non si infetta, il suo sistema immunitario lo preserva dall’infezione grazie appunto a quella proteina.

Non è che non si sapesse, ma ora le proprietà di questa proteina nel sangue dei coccodrilli diventano qualcosa di più di una curiosa particolarità del più grande dei rettili viventi. Ora per gli umani sta diventando per così dire urgente saperne di più di quella proteina.

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Gli antibiotici infatti cominciano a non difendere sempre e comunque. Antibiotici, una barriera farmacologica alle infezioni che presenta brecce, varchi, sgretolamenti. Poca ricerca di nuovi antibiotici, uso sregolato e sbagliato di antibiotici (allevamenti, agricoltura e anche armadietto dei medicinali a casa) hanno allevato e allevano colonie di batteri che agli antibiotici resistono. E quindi le infezioni diventano non più curabili. Già succede, è già allarme conclamato delle autorità e competenze sanitarie su scala mondiale.

Forse quella proteina nel sangue dei coccodrilli (vedere Coast Australia su Rai5, è lì che la cosa viene raccontata in forma divulgativa) può aiutare, eccome se aiutare. La proteina la conosciamo. E sappiamo l’effetto che fa: distrugge batteri. Sappiamo dove trovarla la proteina: nel sangue dei coccodrilli. Ma esattamente come funzioni e agisca la proteina non lo sappiamo. Se riuscissimo a decifrare e replicare la sua funzione, allora si potrebbe dare vita ad una nuova generazione di antibiotici.

Non è solo una suggestione da documentario animalista-ecologista, è una ricerca bio medica. Che merita i migliori auguri di andare a buon fine. Perché ad esempio negli ospedali è diventato relativamente facole contrarre infezione da batteri resistenti agli antibiotici. Perché, anche l’abbiamo dimenticato e rimosso, quando gli antibiotici non c’erano si poteva morire di una banale ferita infettata o di una infezione di quelle che ciascuno di noi contrae nella sua vita. Non millenni fa, circa un secolo fa. E se gli antibiotici fanno cilecca, dove fanno cilecca, è tornare ai tempi in cui di una bronchite si poteva appunto morire.