Sanità pubblica promossa, ma un italiano su 4 rinuncia alle cure per motivi economici

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Gennaio 2020 12:50 | Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio 2020 12:50
Sanità pubblica promossa, ma un italiano su 4 rinuncia alle cure per motivi economici

Sanità, un italiano su 4 rinuncia alle cure per motivi economici (Ansa)

ROMA – La sanità pubblica italiana merita la sufficienza piena, una conferma delle buone performance del sistema sanitario nazionale (Ssn). Ma preoccupa il fatto che non riesca a coprire universalmente – come dovrebbe – tutte le fasce della popolazione. Un italiano su quattro, infatti, è costretto a rinunciare alle cure per motivi economici. 

E’ quanto emerge da un’indagine realizzata dal network di servizi Deloitte condotta attraverso una ricerca demoscopica sul territorio nazionale. Un sondaggio rilevante che ha preso in esame un campione significativo di fruitori (3960 le interviste). 

Dovevano rispondere sulla frequenza di fruizione negli ultimi tre anni, fornire una valutazione sulla qualità dei servizi pubblici e privati rispetto all’anno  precedente. E fornire dati e giustificazioni su quello che per sintesi chiamiamo “turismo sanitario”.

Ovvero capire perché un italiano su tre, complici magari le lunghe liste d’attesa nelle strutture dove risiedono, deve migrare in u’altra regione per ottenere cure efficaci e tempestive.

“I risultati della ricerca confermano il posizionamento del Sistema sanitario nazionale, riconosciuto come uno dei migliori a livello globale, in quanto il giudizio complessivo restituito dagli italiani è positivo – commenta infatti Guido Borsani, senior partner Deloitte -. Emerge tuttavia un’area di grande sofferenza dettata dalla quota di pazienti che hanno rinunciato a cure mediche per motivi economici. Purtroppo, con riferimento all’ultimo anno, la percentuale supera un quarto dei rispondenti. Questo fenomeno costituisce un elemento di preoccupazione circa la tenuta dell’universalità del nostro sistema ed è ulteriormente rafforzato dalla criticità emersa sui tempi di attesa e dall’attitudine a viaggiare per ricevere le cure necessarie in tempi idonei”. (fonte Deloitte)