Sciopero medici 23 novembre: sale operatorie vuote, aderisce il 90%

di Daniela Lauria
Pubblicato il 23 Novembre 2018 12:31 | Ultimo aggiornamento: 23 Novembre 2018 12:36
Sciopero medici 23 novembre: sale operatorie vuote, aderisce il 90%

Sciopero medici 23 novembre: sale operatorie vuote, aderisce il 90%

ROMA – Black Friday della sanità in Italia: sale operatorie e corsie ospedaliere sono quasi deserte a causa di uno sciopero, al quale hanno aderito in massa, tra l’80 e il 90% dei medici. “Bisogna tornare anni indietro per trovare la stessa adesione a una mobilitazione”, ha detto Carlo Palermo segretario generale del sindacato Anaao Assomed.

Alla protesta aderiscono tutte le principali sigle sindacali di categoria, incluse le maggiori, Anaao e Fp Cgil Medici, e gli specializzandi anestesisti, chiamati a raccolta dall’Associazione degli anestesisti e rianimatori (Aaroi-Emac), che invita gli specializzandi a rifiutarsi di sostituire gli specialisti aderenti alla protesta.

Migliaia di interventi chirurgici programmati per oggi, venerdì 23 novembre, sono saltati, con inevitabili disagi per i cittadini. A incrociare le braccia sono sia i medici che i veterinari del  Sistema sanitario nazionale. Come previsto per legge, sarà comunque garantita la “continuità delle prestazioni indispensabili”

Lo stop dura 24 ore ed è motivata dalla richiesta di maggiori fondi per la sanità pubblica, che i sindacati definiscono “ormai al collasso”. I camici bianchi chiedono in particolare il rinnovo del contratto di lavoro, fermo da dieci anni. Ma la protesta, precisano i sindacati, è anche a favore dei cittadini stessi, perché possano vedersi garantita una assistenza adeguata.

Dal canto suo, il ministro della Salute Giulia Grillo ha affermato che “nella legge di bilancio ci sono le risorse per onorare gli impegni presi rispetto ai rinnovi contrattuali 2019-21. Contestualmente è previsto l’aumento del fabbisogno sanitario nazionale standard (2019-21). Gli impegni previsti per il rinnovo della dirigenza da prime valutazioni si aggirano intorno ai 450 mln l’anno”.  “Ci sono – ha assicurato la ministra – le premesse per rientrare nell’aumento programmato del Fondo sanità che vale 4,5mld in 3 anni”.

Il ministro annuncia, inoltre, che “nella Conferenza Stato-Regioni convocata il prossimo 29 novembre, è arrivato il momento di mettere sul piatto il vero problema per il personale in sanità: la rimozione dell’anacronistico parametro del tetto di spesa sul personale fermo ormai da circa 15 anni”. Ed ancora: “Faremo tutto ciò che è in nostro potere – sottolinea – per riaprire questo capitolo: nuove assunzioni significano futuro per il servizio pubblico e regole certe per chi lavora con contratti fantasiosi”.

Ai medici in sciopero, assicura Grillo, “dico che siamo dalla stessa parte, lavoriamo a soluzioni condivise sostenibili”.