Scuola: da riapertura più benefici che rischi. Studio su Science: “Bambini non contagiosi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Luglio 2020 11:15 | Ultimo aggiornamento: 27 Luglio 2020 11:17
Scuola riapertura, studio su Science: più benefici che rischi

Scuola, lo studio su Science che incoraggia la riapertura (Ansa)

Dall’analisi dei Paesi dove le lezioni sono già riprese emerge che i bambini si infettano più raramente ed è ancora più difficile che contagino i familiari.

Se ne deduce quindi che non c’è ragione, da un punto di vista sanitario, di tenere chiusa la scuola. 

Riapertura scuola: più benefici che rischi

E’ questa la conclusione di uno studio pubblicato sull’autorevole rivista “Science“. Lo studio ha condotto dei test sulla riapertura delle scuole in Sudafrica, Finlandia e Israele.

Secondo l’infettivologo pediatra finlandese, Otto Helve, “i benefici di una riapertura sono molto maggiori dei rischi”.

Ed è proprio questo il punto: l’eccesso di cautela produce danni maggiori, impatta sul benessere psico-attitudinale dei più piccoli.

Lo studio segue infatti l’allarme lanciato sotto forma di lettera aperta da parte di 1500 membri del “Royal College of Paediatrics and Child Health”.

I quali temono che “continuare a tenere chiuse le scuole lascerebbe segni indelebili a un’intera generazione”.

I bambini non sono contagiosi

Sul Corriere della Sera, sollecitato sul tema, il direttore dell’istituto Mario Negri di Bergamo, Giuseppe Remuzzi conferma in parte i risultati dello studio.

I bambini possono infettarsi, ma non sono contagiosi. Il professore cita i dati raccolti dall’istituto Pasteur in sei scuole elementari.

I ragazzi più grandi, alle superiori, secondo le rilevazioni hanno sviluppato anticorpi 3 volte ogni 10 testati: segno che sono venuti a contatto con il virus. 

Professori e personale scolastico dalle 4 alle 6 volte su 10. Il dato ci dice che i due gruppi possono ammalarsi ma in forma lieve. 

Casi di contagio fra i professori sono rarissimi, segnala lo studio pubblicato da Science, eccezion fatta per la Svezia. 

Dove però non fu presa nessuna misura di contenimento, circostanza che suggerisce a Remuzzi di non prendere il caso svedese in considerazione per sostenere la chiusura delle scuole.

Mascherina a scuola, serve un compromesso 

Quanto all’uso delle mascherine – decisamente invise specie ai più piccoli – il professor Remuzzi è convinto che bisogna trovare un compromesso accettabile. 

Solo per i più grandi quando non si può mantenere il distanziamento sociale: quindi, come previsto dalle linee guida del governo, quando si alzano dal banco e negli spazi ricreativi e comuni durante l’orario scolastico. (fonti Science e Corriere della Sera)