Sigaretta elettronica, studio accusa: “Rischio di infarto e ictus in aumento”

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 8 marzo 2019 17:02 | Ultimo aggiornamento: 8 marzo 2019 17:27
Sigaretta elettronica, studio accusa: "Rischio di infarto e ictus in aumento"

Sigaretta elettronica, studio accusa: “Rischio di infarto e ictus in aumento” (Foto Ansa)

MILANO –  Anche la sigaretta elettronica potrebbe aumentare il rischio di infarto e ictus. Almeno questo è quello che sostiene uno studio della University of Kansas School of Medicine presentato alla 68esima sessione scientifica annulae dell’American College of Cardiology dal professor Mohinder Vindhyal. 

Dalla ricerca, che ha coinvolto oltre 96mila persone, sarebbe emerso come il rischio di malattie cardiovascolari aumenti anche in chi fa uso di e-cig. In particolare si avrebbe un rischio di infarto superiore del 55% rispetto ai non fumatori ed un rischio di ictus superiore del 30%. 

“Fino ad ora non si sapeva molto sugli eventi cardiovascolari relativo all’uso di sigarette elettroniche. Questi dati sono un vero e proprio campanello dall’allarme e dovrebbero stimolare una maggiore consapevolezza nei confronti delle sigarette elettroniche – ha spiegato il professor Mohinder Vindhyal. Quando il rischio di attacco di cuore aumenta del 55% tra coloro che usano le sigarette elettroniche rispetto ai non fumatori non vorrei che nessuno dei miei pazienti e dei miei familiari le fumasse. Abbiamo anche visto che indipendentemente dalla frequenza d’uso, quotidiana o più sporadica, chi le fuma resta sempre a maggior rischio cardiovascolare”.

Già alcune settimane fa un altro studio, condotto da ricercatori delle Università della Tasmania e di Sydney, aveva messo sotto accusa le sigarette elettroniche che “scaldano ma non bruciano” il tabacco, sostenendo che provocano gli stessi danni alle cellule dei polmoni delle sigarette tradizionali. I risultati dello studio, pubblicato sull’European Respiratory Journal Open Research, sono stati contestati sia dai ricercatori di Philip Morris, che realizza Iqos il dispositivo ‘heat not burn’ testato, sia da altri scienziati.

Fonti: American College of Cardiology, European Respiratory Journal