“Sigarette elettroniche aggirano divieti di fumo”: Balduzzi chiede nuove norme

Pubblicato il 5 Marzo 2013 13:35 | Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2013 13:38
"Sigarette elettroniche aggirano divieti di fumo": Balduzzi chiede nuove norme

“Sigarette elettroniche aggirano divieti di fumo”: Balduzzi chiede nuove norme

ROMA – “Servono nuove norme sulle sigarette elettroniche, vengono usate per aggirare i divieti di fumo“. Renato Balduzzi, ministro della Salute, lancia la sua richiesta all’Unione europea. La diffusione delle sigarette elettroniche è “contraria agli sforzi di disincentivare la moda dell’uso delle sigarette“, spiega Balduzzi. A preoccupare il ministro, che chiede una seria riflessione in materia, anche il loro utilizzo “per aggirare i divieti, sia sulle aree smoke free che sui minori, e poi perché possono contenere nicotinoidi“.

Balduzzi è intervenuto anche sulla revisione della Direttiva europea sul fumo e ha sottolineato che occorre andare avanti ”con determinazione nella revisione della direttiva del 2001”. Il ministro ha aggiunto: ”Il contrasto al tabacco, al suo consumo soprattutto da parte dei minori, costituisce una direttiva di azione che, nel suo nucleo, non può e non deve essere posta in dubbio. In una parola, il contrasto al tabagismo è un principio non negoziabile di ogni vera politica della salute e di ogni politica sanitaria”.

Balduzzi ha spiegato la posizione italiana sulla proposta di nuova direttiva: ”Se l’Italia ha posto una riserva generale d’esame sulla proposta di Direttiva è per avere una ancor più grande attenzione all’efficacia delle innovazioni che essa introduce: ecco perché la proposta italiana è di approfondire l’analisi dell’impatto della nuova regolamentazione, così da dimostrare alle amministrazioni più refrattarie la bontà delle medesime innovazioni”.

Il ministro ha concluso sottolineando in particolare la necessità di estendere le aree smoke free, vietare o limitare le sigarette ”slim”, vietare i pacchetti contenenti meno di 20 sigarette, dare adeguato spazio sui pacchetti ai ”pictorial warnings” e vietare la pubblicizzazione degli aromi.