Sigarette elettroniche, incubo tassa. E’ caccia alle ricariche

Pubblicato il 28 maggio 2013 11:27 | Ultimo aggiornamento: 28 maggio 2013 11:28
Sigarette elettroniche, incubo tassa. E’ caccia alle ricariche

Sigarette elettroniche, incubo tassa. E’ caccia alle ricariche

ROMA – La tassa sulla sigaretta elettronica sembra ormai in arrivo e l’incubo incombe sugli “svapatori”. Venduta solo in farmacia o solo nei tabacchi? Tassato il filtro o la ricarica? I dubbi sono molti e i fumatori delle e-cig si lanciano nella caccia alle ricariche. Le sigarette elettroniche costeranno nel 2013 al Monopolio statale ben 700 milioni di euro in meno, soldi che venivano dalle “vecchie” sigarette.

Così mentre il ministero della Salute studia le sigarette elettroniche e gli effetti sulla salute, si cerca di definire se le e-cig siano un dispositivo medico per chi vuole smettere di fumare oppure semplice “prodotti da fumo”, a cui potrebbero essere applicate così le regole delle sigarette “classiche”. Nel primo caso le uniche autorizzate a vendere le sigarette elettroniche sarebbero le farmacie, nel secondo le tabaccherie.

Massimiliano Mancini, presidente dell’Associazione fumo elettronico (Anafe), apre alla tassazione e propone un sistema “che vada a gravare soltanto la nicotina in base alla quantità, oppure una tassa di scopo apposita”. La tassa arriverà, specialmente ora che produttori, rivenditori e Stato cercano accordi tra loro, e agli “svapatori” che temono i rincari non rimane che fare scorta di ricariche nei negozi.