Sigarette elettroniche, Lorenzin: “Vietate a scuola ammesse nei luoghi pubblici”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Giugno 2013 20:04 | Ultimo aggiornamento: 19 Giugno 2013 20:04
Sigarette elettroniche, Lorenzin: "Vietate a scuola ammesse nei luoghi pubblici"

Sigarette elettroniche, Lorenzin: “Vietate a scuola ammesse nei luoghi pubblici”

ROMA – Sigarette elettroniche ancora ammesse nei luoghi pubblici ma vietate nelle scuole e per i minori di 18 anni. E’ la via soft scelta dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che punta a una regolamentazione meno drastica rispetto a quella annunciata dalla sua omologa francese, Marisol Touraine: in Francia, le bionde elettroniche saranno bandite al pari delle tradizionali sigarette. “Al più presto faremo un’ordinanza – ha annunciato il ministro – sulle sigarette elettroniche che segue il parere espresso dal Consiglio superiore di sanità. In Italia per adesso non saranno vietate nei luoghi pubblici, ma saranno vietate nelle scuole e ai minori di 18 anni”. Scelta che incontra il favore dei produttori di sigarette elettroniche che chiedono però “un confronto col ministro”. E’ la posizione espressa dal presidente Anafe, Associazione Nazionale Fumo Elettronico, Massimiliano Mancini, dopo le dichiarazioni del ministro in merito al fumo elettronico.

”Concordiamo – afferma Mancini in una nota – con l’ipotesi di vietare l’utilizzo delle sigarette elettroniche negli edifici scolastici, e il divieto ai minori di 18 anni è di fatto già in vigore con l’ordinanza emessa dal ministro Balduzzi lo scorso aprile’‘. In merito alla regolamentazione, l’associazione Anafe si dice ”pronta ad un confronto trasparente e costruttivo con il ministro della Salute e con tutte le istituzioni competenti  per poter arrivare ad una normativa d’insieme equilibrata sulla sigaretta elettronica e il suo utilizzo senza pregiudizi né demonizzazioni aprioristiche”.

Per il ministro Lorenzin, la sigaretta elettronica “non è da considerarsi un farmaco, ma ovviamente è necessario dare avvertenze ai cittadini sulla quantità di uso di queste sostanze. Ciò perché se si inserisce nelle e-cig una quantità di nicotina superiore a quella consentita dalla legge si finisce in uno stato di avvelenamento, e quindi diventa estremamente pericoloso”.

Anafe auspica dunque che venga avviato quanto prima un Tavolo tecnico richiesto anche dal Consiglio Superiore di Sanità sulla e-cig, un tavolo il cui obiettivo, rileva, ”dovrebbe essere quello di una regolamentazione bilanciata che valuti costi e benefici – sanitari ed economici – di un nuovo prodotto che non è un metodo per smettere di fumare, ma che certo rappresenta un valido strumento per la riduzione del rischio, un modo alternativo di fumare che fa meno male”.

”Si spera che grazie ad una discussione obiettiva – conclude Mancini – vengano evitati inutili toni allarmistici spesso rinfocolati da lobbies interessate a frenare la diffusione della sigaretta elettronica”.