Sileri: “In caso di contatti con positivi prima la quarantena e poi il tampone”

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 Ottobre 2020 16:09 | Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre 2020 16:09
Coronavirus, Sileri: "Cosa uscirà dalla cabina di regia? Un'Italia più rossa e arancione"

Coronavirus, Sileri: “Cosa uscirà dalla cabina di regia? Un’Italia più rossa e arancione” (foto Ansa)

Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri: “Se si ha avuto un contatto con un positivo prima la quarantena di 10 giorni e poi il tampone, o si rischia il contagio in ospedale”

“Se si ha avuto un contatto con un positivo bisogna mettersi in quarantena per 10 giorni prima di fare il tampone. Altrimenti si rischia il contagio nei drive in e negli ospedali”. A sottolinearlo è il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri. 

Intervistato da La Stampa, Sileri spiega: “Vedo una corsa troppe volte ingiustificata al tampone. Se hai avuto un contatto stretto devi metterti in quarantena per 10 giorni e poi fare il test. Prima si rischia di non rilevare il virus che è ancora in incubazione e di infettare i propri familiari”.

Il viceministro mette in guardia anche dalle code ai drive in e negli ospedali “dove si rischia anche di contagiarsi sul serio”.

Ipotesi lockdown

Sull’ipotesi di lockdown nazionali afferma: “Sinceramente non ne vedo all’orizzonte, aspettiamo ancora 10-14 giorni per vedere l’effetto delle misure adottate da ordinanze regionali e Dpcm. Ora la cosa più importante è limitare la crescita dei contagi, far sì che la curva pur salendo lo faccia lentamente, senza far collassare le terapie intensive. Intanto dobbiamo anche evitare il ricorso al ricovero quando non è necessario”.

Il nodo trasporto pubblico

Nel frattempo servirà “potenziare il trasporto pubblico, ad esempio utilizzando i bus turistici. Ma servirà anche potenziare i controlli sui mezzi, dove non è possibile far viaggiare persone senza mascherina. E poi dobbiamo stendere una rete protettiva per i più anziani e le persone fragili: se diciamo loro di restare a casa poi dobbiamo assicurarci che abbiano qualcuno che faccia loro la spesa, monitori lo stato di salute. Gli enti locali devono coinvolgere volontariato, parrocchie, centri anziani in questo porta a porta”.

Rispetto alle restrizioni, Sileri dice: “Chiusure chirurgiche come quelle attuate a Genova saranno ancora necessarie. Certo, se poi non basta devi adottare il blocco della mobilità in tutta la Regione. Abbiamo un monitoraggio che settimanalmente indica il livello di rischio delle regioni. In base a quello si deciderà”. (Fonte: Ansa)