Sindrome post Covid, possibili danni agli organi: la scoperta nei giovani

di Caterina Galloni
Pubblicato il 22 Novembre 2020 10:30 | Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2020 17:08
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Sindrome post Covid, possibili danni agli organi: la scoperta nei giovani (foto ANSA)

Circa il 70% dei giovani colpiti dalla sindrome post-Covid o “Long Covid” quattro mesi dopo aver sconfitto l’infezione, subisce danni a più organi.

Secondo i ricercatori i pazienti che combattono la sindrome “post Covid” continuano a provare dei sintomi tra cui affaticamento, mancanza di respiro e dolori diffusi.

I primi risultati dello studio COVERSCAN fanno luce sull’impatto del virus su persone ritenute a basso rischio. I dati hanno mostrato che quasi il 70% dei volontari ha riportato danni a uno o più organi, inclusi cuore e polmoni.

Amitava Banerjee, uno dei ricercatori dell’University College London, ha spiegato che il 25% dei pazienti ha riportato danni a due o più organi.

I medici hanno affermato che gli organi erano stati danneggiati a causa dell’infiammazione dovuta all’infezione e il sistema immunitario di alcuni pazienti per combattere il virus andava in overdrive.

Hanno precisato che “solo il tempo potrà dire” se i problemi sono permanenti.

Ma hanno consigliato alle persone di fare esercizio fisico e perdere peso poiché hanno scoperto che i pazienti con IMC – indice di massa corporea – superiore al normale erano più a rischio di riportare danni agli organi.

Lo studio

Lo studio COVERSCAN è uno dei molti che hanno esaminano i danni a lungo termine inflitti dal Covid-19 ai principali organi e coinvolge 500 sopravvissuti.

E’ stato condotto dalla società medica Perspectum, dall’Oxford University Hospitals NHS Trust e dalla Mayo Clinic.

I volontari saranno monitorati per un anno così da individuare segnali di cambiamento nella salute innescati dal virus e gli scienziati lavorano per comprendere i reali effetti del “long Covid”.

I risultati

I risultati, ricavati da esami del sangue e radiografie, saranno confrontati con campioni di controllo prelevati prima dell’arrivo della pandemia, da decine di migliaia di volontari nella biobanca britannica.

Mostreranno dunque se la percentuale di persone con danni agli organi è effettivamente più alta nel gruppo Covid-19 rispetto alla popolazione generale.

L’ultima istantanea dei dati si basa su 201 pazienti con un’età media di 44 anni, quattro mesi dopo essere risultati positivi al tempone.

Di queste persone, 197 hanno affermato di soffrire di stanchezza, 176 di dolori muscolari e 166 di mal di testa.

La maggior parte delle persone che provavano sintomi come l’affaticamento aveva subito danni agli organi. 

I danni al cuore o ai polmoni erano collegati alla mancanza di respiro, mentre i disturbi al fegato e al pancreas erano associati a sintomi gastrointestinali, che possono includere dolori di stomaco o diarrea.

Prima del contagio nessuno dei pazienti era stato sottoposto ad esami, il che significa che potrebbero aver avuto patologie pregresse. (Fonte: Daily Mail)