Spina bifida, feto operato nell’utero: al San Raffaele di Milano tecnica mai utilizzata prima in Europa

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 ottobre 2018 17:11 | Ultimo aggiornamento: 18 ottobre 2018 17:11
Spina bifida, feto operato nell'utero: al San Raffaele di Milano tecnica mai utilizzata prima in Europa

Spina bifida, feto operato nell’utero: al San Raffaele di Milano tecnica mai utilizzata prima in Europa (Foto Ansa)

ROMA – Un feto è stato operato con successo alla spina bifida nell’utero: è la prima operazione del genere in Europa. Ed è stato eseguita in Italia, all’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano. Il delicato intervento di correzione completa neurochirurgica della spina bifida fetale è stato eseguito da un’équipe di ginecologi e neurochirurghi coordinati da Massimo Candiani, primario di Ginecologia e Ostetricia, e da Pietro Mortini, primario di Neurochirurgia.

L’intervento è durato poco più di due ore, è stato condotto con una tecnica a ridotta invasività per minimizzare la possibilità di traumi all’utero e garantire un’esposizione minima del feto, che rimane costantemente protetto dal calore materno.

Gli specialisti, entrando nel sacco amniotico attraverso un’unica e piccola incisione dell’utero, hanno esposto il dorso fetale con la malformazione ed eseguito la correzione totale, riparando con avanzati strumenti di micro-neurochirurgia le strutture anatomiche che non si erano congiunte a causa del difetto congenito. La madre, una donna italiana alla 22ma settimana di gestazione, sta bene ed è stata già dimessa dall’ospedale. Sarà costantemente seguita e monitorata fino al momento del parto.

La malformazione era stata diagnosticata alle 19ma settimana di gestazione attraverso unecografia ostetrica e Rmn del feto. “Questo eccezionale intervento è un traguardo importante nel campo della terapia fetale perché permette migliori opportunità di cura rispetto ai risultati che oggi si possono ottenere con le terapie effettuate in epoca neonatale – ha spiegato Candiani – questa scelta terapeutica, non sperimentale e supportata da solide basi scientifiche, è un’opzione importante per le donne gravide a cui è stata diagnosticata questa malformazione fetale”.