Spinning, attenti agli allenamenti intensi: si rischia la rabdomiolisi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 giugno 2018 5:30 | Ultimo aggiornamento: 13 giugno 2018 21:46
Spinning, troppo allenamento può causare rabdomiolisi

Spinning, attenti agli allenamenti intensi: si rischia la rabdomiolisi

ROMA – Lo spinning mantiene in forma ed è diventata una vera mania: nelle palestre si vedono gruppi di persone che pedalano come forsennati, spesso con la musica a tutto volume, e funziona visto che in una sessione di 40 minuti si bruciano 600 calorie. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Ma c’è un numero crescente di appassionati di spinning, in particolare i principianti, che vengono ricoverati in ospedale con sintomi che ricordano lesioni da trauma di schiacciamento, scrive il Daily Mail.

A causa di allenamenti intensi, come spinning e CrossFit, una forma intensiva di allenamento che include anche sollevamento pesi, corsa e canottaggio, i medici osservano che molti pazienti presentano la rabdomiolisi, un danno grave del muscolo scheletrico. A ciò va aggiunto che alcune palestre offrono dei “pacchetti” per cui, ad esempio, si possono frequentare sette lezioni di spinning in una settimana “molto più di quanto il corpo sia in grado di fare”, osserva il personal trainer Max Lowery, autore di The 2 Meal Day.

Studi come quello pubblicato sul Journal of Norwegian Medical Association nel 2016, hanno riportato un aumento del numero di casi segnalati di rabdomiolisi “correlata allo sforzo ed è un problema crescente, stiamo assistendo a più casi”, afferma Shruti Goel, consulente in medicina renale presso l’Hillingdon NHS Hospital Trust, scrive il Daily Mail.

La rabdomiolisi consiste nella rottura delle cellule del muscolo scheletrico e rilascio nel flusso sanguigno delle sostanze contenute nella muscolatura che possono seriamente danneggiare i reni. I sintomi iniziali sono sottili, afferma Peter Hill consulente nefrologo dell’Hammersmith Hospital di Londra. “Dolori muscolari e gonfiore, sono dei segnali come la nausea, urina scura che ricorda il colore della coca cola, febbre, dolore addominale e vomito. “Immettere liquidi nel corpo è il primo e più importante trattamento e nei casi più gravi i medici usano il bicarbonato per eliminare le particelle di mioglobina dai reni”, spiega Hill.

Circa il 4% di chi sviluppa la rabdomiolisi correlata allo sforzo continua a causare un danno renale acuto, di solito da 12 a 24 ore dopo il danno muscolare iniziale, e può aver bisogno di sottoporsi a dialisi. Ma sono gli istruttori, pur consapevoli dei rischi a determinare il livello di intensità dell’allenamento? “Ho visto istruttori preparati e altri meno, alcuni forse non hanno mai sentito parlare di rabdomiolisi”, commenta Max Lowery.

Alle persone che si sottopongono all’esercizio fisico per la prima volta, consiglia di iniziare con un allenamento cardiovascolare a basso impatto, come camminare o andare in bicicletta, combinato con esercizi di flessibilità ad esempio con il Pilates o lo yoga. E dire sempre all’istruttore di essere principianti, in modo possa modulare l’allenamento. “Dopo un paio di mesi si può passare allo spinning o altri allenamenti intensivi, ma non più di una o due volte alla settimana così che il corpo abbia il tempo di riprendersi”.

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