Stadi, i medici contro la riapertura. Locatelli (Cts) e Crisanti: “Da irresponsabili”

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Settembre 2020 16:11 | Ultimo aggiornamento: 25 Settembre 2020 17:39
Stadi, i medici contro. Locatelli (Cts) e Crisanti: "Da irresponsabili"

Stadi, i medici contro. Locatelli (Cts) e Crisanti (nella foto Ansa): “Da irresponsabili”

I medici, da Franco Locatelli (Cts) ad Andrea Crisanti, frenano sulla riapertura degli stadi con la seconda ondata di coronavirus in corso

I medici frenano sulla riapertura degli stadi con la seconda ondata di coronavirus in corso: sia Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e componente del Cts (il Comitato tecnico-scientifico di consulenza del governo) sia il professor Andrea Crisanti, virologo dell’Università di Padova, invitano alla cautela. 

Locatelli (Cts): “Criticità e potenziale rischio dalla riapertura degli stadi”

“Il mio parere da un punto di vista squisitamente medico è che è indubbio che la riapertura degli stadi presenta delle situazioni e delle connotazioni di criticità e di potenziale rischio che non possono essere sottovalutate. E’ una situazione complessa che merita attenzione nella valutazione e cautela, in una fase in cui abbiamo proceduto con la riapertura delle scuole che era la priorità del Paese”. Lo ha detto all’ANSA Locatelli.

“Dobbiamo essere un po’ più cauti su un aspetto che è certamente importante nella vita sociale di tante persone appassionate di calcio ma che non è così imprescindibile come la scuola. Quindi, personalmente andrei particolarmente cauto”. 

La cautela è necessaria “anche perché – ha spiegato Locatelli – non si fa riferimento solo al riempimento dei settori. Vengono ad essere coinvolte pure altre situazioni sia in termini di trasporto. Perché evidentemente incrementare di molto il numero delle persone che vanno allo stadio vuol dire anche affollare i mezzi pubblici”.

“Naturalmente ne riparleremo. Ma in generale la mia linea di principio è che le decisioni spettano a chi ha il compito e il mandato istituzionale per prenderle, ovvero ai ministri competenti, piuttosto che in un dialogo con i presidenti delle giunte regionali”.

Crisanti: “Riaprire gli stadi è da irresponsabili”

Toni ancor più netti da parte di Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Medicina molecolare e virologica dell’Università  di Padova. “Riaprire gli stadi adesso è da irresponsabili, ora dobbiamo metabolizzare l’apertura delle scuole e vedere come va”.

“Le cose vanno fatte gradualmente”, ha aggiunto Crisanti. “Quando sento che gli stadi vanno riaperti perché il comparto muove un sacco di soldi penso che se poi andiamo verso una maggiore diffusione del virus la situazione potrebbe precipitare”. 

“Se proprio vogliamo fare un gesto simbolico – rileva – riapriamoli con mille persone. Oppure riapriamo con il 10% della capienza per almeno quindici giorni e vediamo che succede”.

Sulla questione Crisanti è categorico. “Ripeto che riaprire gli stadi in questo momento in cui la priorità è la scuola equivale a fare un triplo salto carpiato senza protezioni”. (Fonte: Ansa)