Staminali iniettate nel fegato dei neonati. Sperimentate la prima volta a Torino

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 Gennaio 2020 13:07 | Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio 2020 13:47
Staminali iniettate nel fegato dei neonati: sperimentate la prima volta a Torino

Un neonato in incubatrice (Foto archivio Ansa)

TORINO – Sperimentate per la prima volta cellule staminali sui neonati. Accade alla Città della Salute di Torino, dove il nuovo approccio terapeutico è stato testato con successo su tre bimbi affetti da patologie genetiche che necessitavano di trapianto di fegato già nei primi mesi di vita.

La procedura, iniettare cellule staminali epatiche sane nel fegato dopo la nascita, ha ritardato il trapianto, ponendo le basi per correggere diverse malattie genetico-metaboliche con procedura mini-invasiva. Lo studio è pubblicato sulla rivista Stem Cell Reviews and Reports.

La nuova terapia sperimentale è stata possibile grazie alle ricerche sulle cellule staminali epatiche condotte dal gruppo di Giovanni Camussi del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Torino con il Centro di Biotecnologie Molecolari dell’Università di Torino.

Lo studio è frutto della collaborazione tra gli ospedali Regina Margherita e le Molinette, entrambi afferenti alla Città della Salute di Torino, Centro Interdipartimentale di Ricerca per le Biotecnologie Molecolari dell’Università di Torino (MBC) e azienda biomedicale Unicyte AG.

La sperimentazione clinica è stata condotta al Regina Margherita da Marco Spada, direttore della Pediatria e del Centro Regionale per la cura delle malattie metaboliche del Regina Margherita, coadiuvato da Francesco Porta. Renato Romagnoli, direttore del Centro Trapianti di Fegato delle Molinette, e Dorico Righi, direttore della Radiologia dell’ospedale Molinette, hanno avuto ruolo clinico primario in qualità di co-sperimentatori in questo studio pionieristico.

Essenziale anche l’apporto del Laboratorio del Centro Trapianti di Cellule staminali e Terapia Cellulare del Regina Margherita, diretto da Franca Fagioli, e del Centro di Coordinamento Trapianti, diretto da Antonio Amoroso.

Fonte: Ansa