Tamponi dai medici di base: nel Lazio test a domicilio, anche Zaia e gli altri lo vogliono

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Ottobre 2020 13:18 | Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre 2020 13:18
Test Covid fai da te, Zaia lo fa in diretta. Ma se uno è positivo che fa, lo dice o no?

Test Covid fai da te, Zaia lo fa in diretta. Ma se uno è positivo che fa, lo dice o no? (Foto Ansa)

Tamponi a casa fatta dei medici di base: il Lazio sta per attivarsi, e anche alle altre Regioni l’idea piace.

Tamponi fatti dai medici di base (a domicilio o a studio, poco importa). L’idea ta per diventare operativa nel Lazio. Ma anche le altre Regioni ci pensano e Zaia la lancia pubblicamente. Senza dubbio questo aiuterebbe a smaltire le code nei drive-in e negli ospedali che effettuano il tampone.

Tamponi e medici di base: la Regione Lazio testa quelli a domicilio

“Entro la prossima settimana dovrebbero essere operativi nel Lazio dei team di azione rapida con le unità Usca ed i medici di famiglia, che andranno subito al domicilio dei pazienti con sintomi febbrili per effettuare tamponi rapidi”. Ad annunciare la misura all’Ansa è il vice segretario nazionale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (Fimmg) Pier Luigi Bartoletti. L’obiettivo, afferma, “è anche la tutela dei soggetti più fragili”.

La misura, spiega Bartoletti, “sarà rivolta ai soggetti contatti stretti di positivi che sono in isolamento e non possono recarsi nei drive in per i tamponi. Alla comparsa di sintomi febbrili, potranno contattare il medico di famiglia e l’obiettivo è di attivare i team per i tamponi rapidi a casa in tempi stretti”. Ciò, ha concluso, “anche per mettere in sicurezza i soggetti fragili e gli anziani conviventi, perchè se il soggetto con febbre risulta positivo potrà essere subito isolato ed eventualmente trattato”. 

Zaia: “Proposta presentata al Ministero della Salute”

“Vogliamo portare avanti l’idea che i medici base facciano i tamponi. Se tutti i medici di base si occuperanno di fare tamponi ai pazienti che ne hanno bisogno e di attivare la sorveglianza non avremo più nessuna coda”. Lo ha detto il presidente del veneto Luca Zaia. “La proposta l’ho presentata al ministero – ha aggiunto – ho avuto la notizia che questa settimana si chiude, i medici faranno un accordo nazionale che dia un precetto, e non lo si faccia più su base volontaria”. (Fonte Ansa)