Test Covid fai da te, Zaia lo fa in diretta. Ma se uno è positivo che fa, lo dice o no?

di Alessandro Avico
Pubblicato il 16 Novembre 2020 14:02 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2020 17:40
Test Covid fai da te, Zaia lo fa in diretta. Ma se uno è positivo che fa, lo dice o no?

Test Covid fai da te, Zaia lo fa in diretta. Ma se uno è positivo che fa, lo dice o no? (Foto Ansa)

Esiste un test fai da te per sapere se una persona è positiva o negativa al Covid. Si fa in casa in pochi minuti, ma resta il nodo del senso civico: se sono positivo lo dico o lo nascondo?

Sul test Covid fai da te occorre andare con ordine. Luca Zaia lo ha mostrato oggi in diretta Facebook, eseguendolo su se stesso, risultando negativo.

“E’ molto semplice, adesso ve lo mostro” ha detto il governatore ai giornalisti, aprendo il kit con la “saponetta”, la provetta con il reagente, e il tamponcino da inserire nelle fosse nasali. Bastano solo 5 piccoli passi e in un minuto e mezzo si ha il risultato.

Sarebbe una svolta, e non da poco. Pensate: niente file, niente attese, fare tutto in casa senza dover andare in ambulatori o drive in. “Si aprono grandi scenari”, dice giustamente Zaia. Però poi cosa succede?

Faccio il test a casa e sono positivo al Covid, me ne sto zitto?

E’ questo il vero problema del test fai da te, ovvero fare leva sul senso civico. Vi ricordate quando il Governo diceva “è fortemente raccomandato” non uscire? Risultato? Quasi tutti in giro. Qui il problema però è ancora più serio. Perché il test fai da te funziona, ma manca il controllo successivo.

Lo sa lo stesso Zaia, che infatti dice: “Certo, se fossimo in Giappone magari ci verrebbe naturale denunciarci se siamo positivi. Bisogna capire che quando una persona ha in mano un test fai da te non ha in mano solo le sorti della sua vita, ma anche quelli della comunità”.

Se vien fuori che chi lo esegue è positivo, cosa fa ? Il vero tema – ha aggiunto Zaia – è quello della bio-sorveglianza. Se poi questi prodotti diventeranno di larga diffusione ognuno riuscirà a farsi il test, e anche la tracciabilità se ne andrà un po’ scemando. Ognuno con il test deciderà se mettersi in isolamento, se andare dal medico o altro. Tutto si basa sul senso civico. Si eviti però di fare la lezione sul fatto che non ci sarà controllo; questo vale già adesso per uno che fa il tampone molecolare e poi non sta a casa”.

Ha ragione Zaia, però chi fa il tampone fornisce nomi, dati e il risultato le Asl lo sanno, forse un minimo di preoccupazione sull’uscire da positivo gli viene. Qui invece se non si completa un passaggio, potremmo avere positivi, che sanno di esserlo, in giro. Magari anche solo per andare a comprare un secondo il latte, tanto…

“In autosomministrazione non potremo controllarli – ha aggiunto Zaia – a meno che non si decida a livello nazionale di far acquistare i test solo con il tracciamento, o farlo con alcune categorie specifiche, ad esempio gli anziani. Poi vedremo cosa si deciderà, ma non è necessario mettere il braccialetto elettronico a tutti”. No, nessun braccialetto elettronico ci mancherebbe, basterebbe infatti avere la certezza che chi fa il test in casa non esca semmai dovesse risultare positivo. Certezza che non c’è… (Fonte Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev).