50mila seni rifatti, 55mila nasi… Bioetica: No dire sempre sì, serve psicologo

Pubblicato il 9 luglio 2012 9:14 | Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2012 10:04

mastoplasticaROMA – Ogni anno in Italia vengono impiantate circa 50mila protesi al seno, vengono ritoccati 55mila nasi… ora il Comitato nazionale di Bioetica dice stop a seni enormi e sformati, a occhi tirati come cinesi, a labbra a canotto e lancia il suo sos ai chirurghi plastici italiani: basta interventi invasivi, basta dire sempre di sì ai pazienti anche quando hanno richieste assurde e basta interventi sui bambini Down finalizzati “alla conformazione a canoni di normalità”, oltre che a quelli pericolosi come trapianti di viso e arti. Insomma il Comitato dice ad esempio: arriva la signora di 60 anni che vuole la quinta di seno e ha un torace sottile? Il medico deve dissuaderla e consigliarle l’eventuale intervento giusto, altrimenti si rischiano obbrobri costosissimi come se ne vedono tanti in giro. Lo stesso vale per le ragazzine che vogliono rifarsi le labbra così gonfie da avere quasi un salvagente in mezzo al volto, alle signore che vogliono tirarsi la pelle del viso fino a non avere più la possibilità di sorridere o avere una qualsivoglia espressione. C’è anche chi, nel comitato, propone sedute dallo psicologo per chi vuole sottoporsi a interventi.

Il documento del Cnb, che sarà presto approvato, è un monito importante e che investe molti visto che in Italia ogni anno vengono effettuati 300mila interventi di chirurgia plastica per un costo tra i 4mila e i 10mila euro l’uno. L’intervento più richiesto è il riempimento delle labbra, il cosiddetto filler: fino ad oggi sono stati effettuati 2 milioni di interventi. Segue la liposuzione (75mila interventi), il ritocchino al naso o rinoplastica (55mila all’anno), l’ingrandimento del seno o mastoplatica addittiva (50 mila protesi inserite), la riduzione del seno o mastoplastica riduttiva (25mila interventi), le operazioni per snellire la pancia o addominoplastica (20mila operazioni). Ad essere più “addicted” sono le donne, ma anche gli uomini non sono esenti: il 60% di chi si sottopone a questi interventi è donna, a fronte di un 40% di uomini.

Nel documento del Comitato di Bioetica, firmato dal vicepresidente vicario Lorenzo D’Avack, da Laura Palazzani e Giancarlo, Umani Ronchi, gli esperti avvertono che non bisogna prestarsi a una “accondiscendente esecuzione della richiesta espressa dai pazienti». Viene sottolineata poi «l’inaccettabilità di interventi sproporzionati in quanto eccessivamente invasivi o inutilmente rischiosi e inadeguati rispetto ai possibili benefici”.

“La liceità dell’intervento – si legge ancora sul documento – deve essere subordinata al bilanciamento del rapporto tra rischi e benefici e commisurato alle condizioni psico fisiche, alla funzionalità degli organi interessati e a una completa informativa con adeguata consulenza anche psicologica”.

Per Pierluigi Santi, direttore del reparto di chirurgia plastica all’università di Genova dice: “La consulenza di uno psicologo dovrebbe essere obbligatoria. Dietro l’insistenza per avere forme esagerate si possono nascondere problemi più importanti del semplice desiderio di aumentare le misure e eliminare i segni dell’età”.