Ticket sanità, si pagherà in base al reddito: criteri esenzioni cambiano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 settembre 2014 12:23 | Ultimo aggiornamento: 15 settembre 2014 12:40
Ticket sanità, si pagherà in base al reddito: criteri esenzioni cambiano

Ticket sanità, si pagherà in base al reddito: criteri esenzioni cambiano

ROMA – Pagare il ticket in funzione del reddito. Questa una delle novità contenute nel Patto della Salute del ministro Beatrice Lorenzin per aderire al piano di risparmio voluto dal governo Renzi. I criteri per i ticket vanno completamente ridiscussi, si legge nel Patto, e il compito spetta a tavoli tecnici tra ministero, Tesoro e Regioni.

Andrea Bassi sul Messaggero scrive:

“Questa riforma dei ticket dovrebbe introdurre nuovi indicatori per le esenzioni per reddito e patologia tenendo conto anche della composizione del nucleo familiare. È anche probabile che al posto del ticket per prestazione possa essere introdotta una franchigia a carico del cittadino che cresce al crescere del reddito. Ma di ipotesi sul tappeto ce ne sono diverse, come anche un aumento delle prestazioni sottoposte al pagamento del contributo o una differenziazione dei livelli di contribuzione e rincari su quelle a rischio di «inappropriatezza» (per esempio i ricoveri diurni o i pronto soccorso)”.

 

La richiesta del governo sarà di aumentare gli obiettivi di risparmio e non le spese per i contribuenti:

“Il governo, ovviamente, non deciderà di aumentare i ticket, decisione che spetta alle singole Regioni, piuttosto chiederà di aumentare gli obiettivi di risparmio con la razionalizzazione della spesa introdotti dal decreto sul bonus da 80 euro e fissati per i governatori, al momento, in 700 milioni di euro l’anno. Difficile dire di quanto questa cifra potrebbe salire e se Renzi continuerà a chiedere risparmi per 3 miliardi”.

A decidere come produrre i risparmi saranno le Regioni:

“Il Patto della Salute, per esempio, prevede di ridurre i costi degli acquisti della Sanità utilizzando le centrali d’acquisto anche per quei beni e servizi che oggi incidono molto come il «lavanolo», il noleggio delle divise che vengono consegnate pulite ogni giorno, o i servizi di ristorazione. Senza contare i consistenti risparmi (da soli stimati in circa 4 miliardi) che si potrebbero ottenere con l’introduzione dei costi standard”.