TMS per uscire dalla cocaina: Lapo Elkann racconta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 gennaio 2018 10:21 | Ultimo aggiornamento: 19 gennaio 2018 10:21
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TMS per uscire dalla cocaina: Lapo Elkann racconta

ROMA – Tms per uscire dalla cocaina: Lapo Elkann racconta. Ne aveva accennato Lapo Elkann raccontando come sia riuscito a liberarsi dalla dipendenza da cocaina: “Un sistema chiamato TMS, che agisce sul cervello e allontana il craving, la voglia”. In pochi però sanno di cosa si tratti: Tms è l’acronimo inglese che sta per Stimolazione magnetica transcranica. In realtà parliamo di un trattamento terapeutico nato una trentina di anni fa per curare gravi forme di depressione resistente ai farmaci, da qualche tempo in Italia viene sperimentato anche sui malati di Alzheimer per preservarne la memoria.

La tecnica sembra funzionare per ridurre fino ad eliminarlo il desiderio compulsivo di cocaina. Come funziona? Non come un’elettrochoc, va precisato. Invece delle scariche elettriche, la stimolazione viene effettuata con onde magnetiche rilasciate da un dispositivo medico tipo quello delle radiografie usato dai dentisti. La zona selezionata è la corteccia prefrontale dorso laterale sinistra: gli impulsi magnetici attraversano la scatola cranica agendo sui circuiti cerebrali prescelti.

A spiegarne modalità d’uso ed effetti è lo psichiatra Luigi Galimberti, direttore del Servizio di tossicologia clinica delle farmacodipendenze del Sert dell’Azienda Ospedaliera e docente dell’Università di Padova e che tra i suoi pazienti ha trattato proprio il caso di Lapo Elkann. Con il Corriere della Sera ha parlato appunto di Tms.

«Fin dai primi giorni senza fatica si inizia a dire no alla cocaina, dichiara Gallimberti, che però precisa- . Questo non vuol dire che con “quattro stimolazioni” vada tutto a posto. Una dipendenza che dura da 20 anni non si supera solo con la TMS. Oltre a questa programmiamo interventi psicologici differenziati. Molti pazienti, che non sentono più il desiderio di cocaina dopo i primi giorni di trattamento, rimangono disorientati e devono essere aiutati con un supporto psicologico individualizzato. Per un ragazzo che ha cominciato l’uso di cocaina a 12-14 anni, l’aiuto psicologico può essere molto più impegnativo rispetto a chi ha cominciato ad usare cocaina in età adulta. L’importante è capire che queste persone vanno prese per mano e aiutate a recuperare un rapporto normale con la realtà». (Corriere della Sera)

 

 

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