Torino, paziente con freccia nel collo operato: è salvo e sta bene

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Maggio 2017 7:00 | Ultimo aggiornamento: 24 Maggio 2017 2:14
Torino, paziente con freccia nel collo operato: è salvo e sta bene

Torino, paziente con freccia nel collo operato: è salvo e sta bene

TORINO – Un uomo è arrivato al pronto soccorso dell’ospedale Molinette di Torino con una freccia conficcata nel collo. Una vera e propria scena da film, con la freccia ben visibile che spuntava dal collo del malcapitato paziente e che per sua fortuna non ha leso nessun organo vitale. I medici lo hanno operato d’urgenza per rimuovere il dardo e tutto è andato per il meglio: tra qualche giorno il paziente sarà dimesso.

Il ferito è un uomo di 40 anni di torino che stava pulendo la sua balestra nella sua casa quando una freccia è scoccata per errore e gli si è conficcata nel collo. Per sua fortuna, la freccia ha attraversato il collo senza compromettere organi vitali. L’uomo ha deciso allora di andare in ospedale dove Massimo Capricci, otorinolaringoiatra dell’ospedale, si è trovato davanti il collo del paziente con il dardo che fuoriusciva per 8 centimetri:

“Una cosa simile non l’avevo mai vista. Era cosciente, rispondeva alle nostre domande, sembrava non gli fosse accaduto nulla se non fosse stato per quella freccia”.

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Sottoposto ad una tac spirale in tridimensione e ad una angiotac spirale dalla radiologa Simona Veglia, l’arma ha risparmiato la trachea, l’esofago, la laringe e le corde vocali, passando ad un solo millimetro dalla carotide, ha spiegato il medico:

“Aveva perforato l’arteria tiroidea superiore, occlusa con effetto tappo dallo stesso dardo”.

Fratturata la sesta vertebra cervicale, il midollo spinale non è stato però lesionato. Sedato dall’anestesista Roberto Balagna, il dottor Capricci ha eseguito l’intervento coadiuvato dal chirurgo vascolare Luca Di Molfetta. I sanitari hanno svitato la punta del dardo e, dopo averlo sfilato, hanno intubato il paziente suturandogli prontamente l’arteria tiroidea. Per mettere in protezione le vie aeree, gli è stata poi fatta una tracheostomia temporanea.

“Nella maggior parte dei casi si muore per una freccia nel collo – conclude il dottor Capricci -. Il paziente è stato davvero fortunato”.