Torino, testimone di Geova operato alla aorta senza trasfusioni di sangue

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 gennaio 2018 19:25 | Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2018 19:25
testimone-geova-trasfusioni-torino

Il Maria Pia Hospital di Torino

TORINO – Operazione da manuale a Torino: i chirurghi del Maria Pia Hospital sono riusciti ad operare all’aorta un paziente di 62 anni, testimone di Geova, senza trasfusioni di sangue, vietate dalla sua confessione. 

L’uomo, racconta Alessandro Mondo su La Stampa, è stato trasportato in aereo, con un volo di emergenza, a Torino da Napoli, dove si era sentito male.

Nel capoluogo piemontese è stato sottoposto ad una operazione attraverso la tecnica bloodles che punta a ridurre le perdite di sangue al minimo.

L’intervento risale al primo gennaio, ma ne è stata data notizia soltanto oggi. Il paziente, con un dolore acuto al petto, era stato inizialmente trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Monaldi, dove l’operazione avrebbe richiesto diverse trasfusioni di sangue. A quel punto era sorto il problema per il paziente, che rifiutava ogni trasfusione.

Così l’uomo è stato trasferito al Maria Pia Hospital di Torino, ospedale specializzato nella chirurgia bloodles, cioè senza trasfusioni, quindi compatibile col credo religioso. Il paziente è stato trasportato con aereo-ambulanza da Napoli a Caselle, primo caso in Italia di malato trasferito in volo malgrado la dissezione aortica.

 

 

Racconta il quotidiano torinese:

Cinque i cardiochirurghi coinvolti nella delicata operazione: la dottoressa Chiara Comoglio, responsabile della Cardiochirurgia di Maria Pia Hospital, il dottor Riccardo Casabona e il dottor Samuel Mancuso, appena rientrato dal Texas Medical Center di Houston. Nel team anche due anestesisti, il dottor Marco Bertora e il dottor Paolo Costa. L’intervento, durato 5 ore, ha permesso di ricostruire l’aorta con successo utilizzando una metodica d’avanguardia, fondamentale non solo per il trattamento dei Testimoni di Geova, ma anche per sviluppare una cultura interventistica fatta di tantissimi punti d’attenzione all’interno della sala operatoria: una specifica prassi che punta a ridurre al minimo le perdite di sangue e al recupero nelle singole fasi procedurali. Il paziente ora sta bene, e presto potrà tornare alla propria vita.