Torino, trapianto multiplo di fegato, due reni e un polmone da donatore a cuore fermo

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 Novembre 2019 16:01 | Ultimo aggiornamento: 1 Novembre 2019 16:01
Torino, trapianto multiplo di fegato, due reni e un polmone da donatore a cuore fermo

Una equipe chirurgica a lavoro (Foto Archivio Ansa)

TORINO – Trapianto multiplo di organi, fegato, due reni e un polmone, prelevati da un donatore a cuore fermo anziché, come di norma accade, in stato di morte cerebrale ma con il sistema cardiovascolare che continua a funzionare. Gli interventi sono stati eseguiti all’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino.

Dopo il decesso di una paziente per arresto cardiaco, l’equipe di specialisti ha riattivato la circolazione sanguigna della zona addominale in modalità extracorporea grazie ad apposite macchine. E’ stato così possibile, “mantenere in vita e fare funzionare” fegato e reni nel corpo della persona deceduta. Nello stesso tempo, grazie all’insufflazione, sono stati tenuti in funzione anche i polmoni. Tutti gli organi sono poi stati collegati a macchinari che li hanno rigenerati, consentendo ai medici di controllarne il buon funzionamento e di accertarne l’idoneità al trapianto.

“Il numero di potenziali donatori a cuore fermo è molto elevato – spiega Massimo Cardillo, direttore del Centro Nazionale Trapianti – e se anche solo una quota di essi venisse segnalata negli ospedali, si tradurrebbe in un aumento consistente degli organi trapiantabili e di conseguenza in una riduzione delle liste d’attesa”.

“Ciò che è stato realizzato alle Molinette – aggiunge Cardillo – sotto il coordinamento del Centro Regionale Trapianti piemontese – è frutto di un esemplare impegno organizzativo che dobbiamo estendere all’intera Rete trapiantologica nazionale. Già nel 2018 i trapianti da donatore a cuore fermo sono aumentati in Italia del 46,9% rispetto al 2017, passando da 32 a 47: l’obiettivo è continuare a crescere esponenzialmente”. 

Fonte: Ansa