Tosse: quella dell’asintomatico infetto è diversa da quella di un sano. Ascolta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Novembre 2020 10:36 | Ultimo aggiornamento: 5 Novembre 2020 10:36
Colpo di Tosse: quella dell'asintomatico infetto è diversa da quella di un sano. Ascolta

Tosse: quella dell’asintomatico infetto è diversa da quella di un sano. Ascolta (Foto da video La7)

Colpo di tosse, quello di un asintomatico infetto è diverso da chi non ha il Coronavirus. L’esempio di Barbara Gavallotti a DiMartedì.

Un colpo di tosse di un asintomatico infetto è diverso da quello di una persona che non ha il Coronavirus. La biologa Barbara Gavallotti l’ha fatto sentire a DiMartedì, su La7 (clicca qui per ascoltare). La biologa stava raccontando della nuova scoperta del Mit di Boston: l’intelligenza artificiale che sa riconoscere un asintomatico da un colpo di tosse al telefono.

C’è da dire che gli asintomatici per definizione sono coloro che non hanno sintomi. Quindi probabilmente è più preciso dire che stiamo parlando di asintomatici che stanno per sviluppare i sintomi del Covid.

Colpo di tosse dell’asintomatico si può distinguere

Un colpo di tosse al telefono: è quanto basta all’intelligenza artificiale per riconoscere un asintomatico portatore del Coronavirus. Dalla bocca degli asintomatici esce infatti un suono caratteristico, che sembra indistinguibile all’orecchio umano. Ma non sfugge all’algoritmo sviluppato dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston. I

l suo tasso di successo è prossimo al 100%, stando ai primi test pubblicati sulla rivista IEEE Journal of Engineering in Medicine and Biology. Questo potrebbe presto portare allo sviluppo di una app gratuita per smartphone destinata allo screening di massa.

Scoprire di avere il Covid a casa

Questa versione hitech del vecchio “dica 33” permetterebbe alle persone di controllarsi quotidianamente a casa, per scoprire in tempo reale se rischiano di aver contratto il virus e se devono sottoporsi al tampone diagnostico. “L’implementazione di questo strumento – spiega il ricercatore Brian Subirana – potrebbe rallentare la diffusione della pandemia se tutti lo usassero prima di andare a scuola, in fabbrica o al ristorante”.

Simili sistemi di intelligenza artificiale sono da tempo allo studio per la diagnosi e il monitoraggio di malattie respiratorie come asma e polmonite, ma non solo.

Il gruppo del Mit, in particolare, aveva iniziato a sviluppare una rete neurale (chiamata ResNet50) per riconoscere i malati di Alzheimer dalla forza espressa dalle loro corde vocali durante il colpo di tosse indotto. Con lo scoppio della pandemia hanno provato ad adattare il sistema addestrandolo a riconoscere i pazienti Covid.

Lo hanno fatto dando in pasto all’algoritmo migliaia di registrazioni audio di colpi di tosse raccolte sul web grazie alla collaborazione di volontari sani e non, inclusi soggetti colpiti dal nuovo coronavirus (sia sintomatici che asintomatici). Il sistema, messo alla prova con mille nuove registrazioni audio, ha dimostrato di identificare i soggetti infetti con un’accuratezza del 98,5%, inclusi gli asintomatici che vengono smascherati nel 100% dei casi. (Fonti: Ansa e DiMartedì).