Trapianti da cordone ombelicale donato: un aiuto contro leucemie, linfomi…

Pubblicato il 3 Giugno 2013 19:36 | Ultimo aggiornamento: 3 Giugno 2013 19:37
Trapianti da cordone ombelicale donato: un aiuto contro leucemie, linfomi...

(Foto Lapresse)

MILANO – Un’eccellenza italiana e un‘opportunità per malati di leucemie, linfomi, immunodeficienza: è la Cord Blood Bank di Milano, la banca del cordone ombelicale. Grazie alle 32mila donazioni di sangue da 41 sale parto di Lombardia e provincia Trentino questa banca, la più importante delle 18 banche italiane del cordone ombelicale, ha potuto far eseguiti 526 trapianti in 177 centri in tutto il mondo. 

In tutto il mondo sono 150 le banche del cordone ombelicale, ci sono 600mila donazioni disponibili congelate e sono stati effettuati 30mila trapianti.

La Cord Blood Bank di Milano compie l’8 giugno vent’anni di vita. In questi vent’anni, grazie ai trapianti, ha salvato la vita a più di 250 persone. Come ha raccontato al Corriere della Sera Paolo Rebulla, ematologo, responsabile della Milano Cord Blood Bank:

“Sappiamo che la metà delle persone trapiantate è oggi ancora viva, e per noi è grande traguardo. Qualche mese fa abbiamo inviato in Cile una donazione conservata per 17 anni per una ragazzina che è stata trapiantata e ora sta bene. Di recente sono venuti a trovarci di persona i nonni di una bambina francese salvata da un trapianto di sangue ombelicale conservato nella nostra banca. Le storie sono tante, e ognuna di questa ci dà la spinta a fare sempre di più”.

La particolarità delle cellule staminali del sangue cordonale è che sono utili con trapianto allogenico, cioè nei casi in cui donatore e ricevente sono diversi, contro talassemie, leucemie, linfomi, immonodeficienza e difetti metabolici.

Le staminali del sangue cordonale sono poi emopoietiche: riescono, cioè, a generare tutte le cellule del sangue, globuli rossi, bianche e piastrine.

Ha spiegato Rebolla al Corriere della Sera:

“Delle cellule staminali conservate se ne utilizza circa il 5% perché servono per un numero limitato di malati. Rispetto al sangue midollare, per quello ombelicale serve una compatibilità meno stringente: bastano 4 fattori genetici su 6 contro i 6 su 6”.

Non tutti i cordoni donati possono essere utilizzati. La riuscita del trapianto è legata alla quantità di cellule isolate. Ma conservarle costa. Così vengono selezionati solo i cordoni “più ricchi”. Le ultime ricerche, però, stanno puntando ad utilizzare anche i cordoni ombelicali oggi scartati. Una valorizzazione delle donazioni di genitori generosi e un possibile aiuto per molti malati.