Trapianti, l’alluce al posto del pollice: funziona ma crea imbarazzo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 ottobre 2014 14:04 | Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2014 14:04
Trapianti, l'alluce al posto del pollice: funziona ma crea imbarazzo

Trapianti, l’alluce al posto del pollice: funziona ma crea imbarazzo

ROMA – L’alluce al posto del pollice: la tecnica di trapianto funziona, è ormai raffinata e collaudata ma crea ancora qualche problema psicologico nei pazienti. E’ ancora un tabù stringere la mano a qualcuno con una parte del piede innestata nella mano. Uno dei chirurghi più dediti a questo trapianto è il Dottor Fu-Chan Wei, professore del Dipartimento di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva presso il Chang Gung Memorial Hospital di Taipei, Taiwan. A tutt’oggi l’ospedale di Wei ha eseguito oltre 2.100 trasferimenti di alluce. Spiega Gianluca Nicoletti su La Stampa:

Si esegue con due squadre di chirurghi una destinata all’ amputazione dell’ alluce e l’ altra specializzata nell’impianto nella mano preparata usando con di microscopi per riattaccare nervi, vasi, tendini collegando i muscoli che erano utilizzati per flettere ed estendere il pollice a corrispondenti nell’alluce. Alla fine il risultato è per lo più soddisfacente e addirittura l’ alluce “pollicizzato” trasmette sensibilità.

La tecnica dell’alluce in mano è quindi più che affinata, ma i problemi che provoca sono piuttosto di ordine psicologico, la riabilitazione è spesso “bloccata” da un moto di pudore del paziente. Alla fine il “Thoe” deve pure sempre accettare l’ idea di stringere la mano alle persone con la consapevolezza di offrire la parte di un suo piede. Questo è il punto di riflessione più interessante di tutta la vicenda: nella consapevolezza di una possibile “riprogettazione” del nostro corpo abbiamo ancora il limite non indifferente di una gerarchia emotiva legata al alcune parti che ancora soffrono di ataviche tabuizzazioni.