Trapianti dai vivi, ora si può: una possibilità per i bambini malati

Pubblicato il 14 settembre 2012 9:58 | Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2012 10:02

ROMA – Il trapianto parziale tra persone vive di polmone, pancreas e intestino è legge. Dopo il sì del Senato al disegno di legge si apre così una possibilità in più soprattutto per i malati più piccoli, in particolare per i bambini aggetti da fibrosi cistica, per cui è fondamentale avere un polmone in tempi rapidi.

Il trapianto tra viventi aiuterà anche a tagliare le liste d’attesa lunghissime, con una domanda di organi di gran lunga superiore alle donazioni attuali.

In deroga al divieto di disporre del proprio corpo se questo comporta una “diminuzione permanente dell’integrità fisica” (cioè l’articolo 5 del codice civile), la nuova legge consente di donare da vivi parti di polmone, pancreas o intestino. Prima si potevano donare solo rene e fegato.

Spiega Bruno Gridelli, direttore dell’Istituto Mediterraneo per i Trapianti (Ismett) di Palermo: ”Una delle indicazioni principali per il trapianto del polmone è la fibrosi cistica, malattia genetica molto diffusa che colpisce soprattutto i bambini, per i quali è però più difficile trovare un organo da cadavere compatibile per dimensioni. Ora, ciascuno dei genitori potrà invece donare un lobo del polmone, superando il problema delle liste di attesa e rendendo possibile un intervento tempestivo”.

La speranza è anche quella di ridurre la mortalità pediatrica in lista d’attesa, che oggi è per il polmone, del 15% circa (nel 2011 sono cinque i piccoli morti su un totale di 34), mentre alla fine del 2011 erano 19 i bambini in attesa di un polmone, secondo i dati del Centro nazionale trapianti Cnt.

Quanto ai tempi, per un trapianto di polmone l’attesa media è oggi di quasi 2 anni. Certamente, ha precisato il direttore del Cnt Alessandro Nanni Costa, si tratta di un ”passo avanti”, ma ”la possibilità di trapianti parziali da vivente riguarderà pochi e selezionati casi; questi interventi avverranno in centri già autorizzati ma per partire servirà un regolamento che metterà a punto il Consiglio superiore di sanità”.

Le nuove norme permetteranno di ”salvare la vita a tante persone, in particolare bambini”, ha sottolineato il direttore Dipartimento di Chirurgia e Centro Trapianti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, Jean De Ville de Goyet, parlando di un ”importante passo avanti per il Paese”.

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