Trapianto di feci unica speranza per le infezioni gastrointestinali multi-resistenti. Ok i test

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 gennaio 2018 14:35 | Ultimo aggiornamento: 5 gennaio 2018 14:35
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Trapianto di feci unica speranza per le infezioni gastrointestinali multi-resistenti. Ok i test

ROMA – Trapianto di feci unica speranza per le infezioni gastrointestinali multi-resistenti. Ok i test. Diciamo che come terapia è difficile da comprendere se non in senso controintuitivo, per non dire che è un po’ ripugnante, eppure le prime evidenze sperimentali mostrano che il trapianto di feci può davvero funzionare.

L’unica speranza, dicono medici e biologi, per curare le infezioni gastrointestinali multi-resistenti: la tecnica consiste nell’introdurre in un soggetto portatore di germi che resistono a quasi tutti gli antibiotici materiale fecale da un donatore sano.

In inglese si chiama “Fecal microbiota transplantation”, trapianto di feci che serve a decolonizzare l’intestino dei batteri immunoresistenti, come quello della Klebsiella Pneumoniae Carbapenemasi-produttrice (KPC), una malattia che all’80% è mortale.

La tecnica del trapianto fecale rappresenta un’interessante opportunità – spiega Andrea Gori, responsabile della sperimentazione, direttore del Dipartimento di medicina interna e dell’U.O. malattie infettive dell’Ospedale San Gerardo di Monza – per tentare di ridurre il grave problema delle infezioni ospedaliere. Si è diffusa soprattutto negli ultimi anni, dopo i risultati positivi che ha mostrato nell’eradicazione del Clostridium Difficile (ndr: altro batterio responsabile di severe coliti in corso di antibioticoterapia e difficilmente trattabile). Per questo abbiamo pensato di provare ad applicarla anche nelle infezioni da KPC. La letteratura al riguardo è ancora scarna. (Corriere.it)