Troppa liquirizia causa crisi epilettiche. Il caso del ragazzo di Bologna

Pubblicato il 5 Marzo 2015 9:49 | Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2015 9:49
Troppa liquirizia causa crisi epilettiche. Il caso del ragazzo di Bologna

Troppa liquirizia causa crisi epilettiche. Il caso del ragazzo di Bologna

ROMA – Troppa liquirizia causa crisi epilettiche. Il caso del ragazzo di Bologna. Abbastanza raro nella letteratura medica, il caso di un ragazzo di 10 anni ricoverato in un ospedale di Bologna è un segnale allarmante sul consumo eccessivo di caramelle alla liquirizia: può causare crisi epilettiche, il calo dei livelli di potassio nel sangue può provocare aritmia cardiaca e debolezza muscolare.

Lo racconta Newsweek che parte proprio dal caso di un ragazzino fino al momento del ricovero in buona salute ma finito in ospedale in preda alle convulsioni. Scartato ogni altro sintomo, i medici hanno rilevato valori anormalmente elevati di cortisolo e alta pressione sanguigna. Il cortisolo è rilasciato in condizioni particolari di stress e aumenta la pressione, i medici non si capacitavano del fatto che entrambi i valori fossero così alti nello stesso tempo. Intanto, dopo una risonanza magnetica che accertava accumuli di fluido nel cervello, i medici hanno diagnosticato al ragazzino una sindrome encefalopatica reversibile.

Buio pesto finché non hanno notato i denti anneriti del ragazzino: consumava una ventina di caramelle alla liquirizia al giorno, da circa quattro mesi. La liquirizia contiene la glicirrizina, l’acido che la rende dolce, che previene l’arresto di cortisolo e può aumentare la pressione sanguigna nel tempo. Il ragazzino ne ha ingerito il doppio del consentito. Smesso di mangiare liquirizia è tornato lentamente a star bene. La Food & Drugs administration americana prescrive un consumo giornaliero di non più di due once di liquirizia al giorno (60 grammi).