Tumore al polmone, rischio non è uguale per tutti i fumatori: arriva un test per diagnosi precoce

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 9 Settembre 2019 14:06 | Ultimo aggiornamento: 9 Settembre 2019 14:07
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Foto archivio ANSA

ROMA – Il rischio di sviluppare un tumore al polmone non è uguale per tutti i fumatori, ma ora un nuovo studio ha individuato uno screening personalizzato per avere una diagnosi precoce. I ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano nello studio bioMILD hanno messo a punto uno screening personalizzato, basato su tac spirale toracica a basso dosaggio di radiazioni (LDCT)  e test del microRNA (miRNA) sul sangue. I due test combinati permettono di individuare i soggetti ad alto rischio di sviluppo del carcinoma polmonare. 

Lo studio rappresenta un importante passo avanti nella prevenzione per il carcinoma polmonare, dato che demolisce l’idea secondo cui non è possibile una diagnosi precoce. Il nuovo test diagnostico invece dimostra che è possibile individuare i soggetti che sono più a rischio di sviluppare il tumore e definir un calendario dei controlli e le misure preventive. Lo studio è stato supportato da Fondazione Airc per la ricerca sul cancro ed è stato presentato il 9 settembre alla 20° Conferenza mondiale dell’International Association for the Study of Lung Center (IASLC) a Barcellona.

BioMILD è stato condotto a partire dal 2013 su un campione di circa 4.000 persone. Il 70% dei partecipanti era costituito da forti fumatori, cioè consumatori in media di un pacchetto di sigarette al giorno per 30 anni, con un’età superiore ai 55 anni. Il restante 30% comprendeva volontari nella fascia d’età 50-55 anni, fumatori di 30 sigarette al giorno, sempre da almeno 30 anni. Tutti sono stati sottoposti alla combinazione LDCT-test miRNA, eseguito attraverso il semplice prelievo di un campione di sangue in cui si cercano i microRNA, cioè piccolissime e specifiche molecole che vengono rilasciate dall’organo colpito dal tumore e dal sistema immunitario.

Il 58% dei partecipanti è negativo a entrambi i controlli ed è stato classificato a rischio basso di tumore del polmone, mentre il 37% è risultato positivo a uno dei due esami (rischio medio) e il restante 5% ha avuto entrambi i valori positivi con un rischio molto più alto di ammalarsi. Per Ugo Pastorino, Direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Toracica di INT e tra gli autori dello studio, lo studio conferma che il rischio di ammalarsi non è uguale in tutti i fumatori: “La nostra ipotesi di partenza era che il rischio di ammalarsi per i forti fumatori non fosse omogeneo, cioè il medesimo per tutti. I risultati ci hanno dato ragione perché sulla base degli esiti della TAC e del test miRNA siamo stati in grado per la prima volta di profilare il rischio di malattia e di definire che, a parità di esposizione, il rischio biologico è diverso”. (Fonte ANSA)