Tumori, scoperto il meccanismo che provoca le metastasi al cervello

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 luglio 2018 6:15 | Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2018 0:20
Tumori, scoperto il meccanismo che provoca le metastasi al cervello

Tumori, scoperto il meccanismo che provoca le metastasi al cervello (Foto Ansa)

TORINO  –  Scoperto il meccanismo che provoca la crescita nel cervello delle metastasi provenienti da tumori del polmone e del seno. Lo studio, effettuato dal reparto di Neuroncologia dell’ospedale Molinette di Torino e dai ricercatori del CNR (CNIO) di Madrid, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] è stato appena pubblicato sulla rivista internazionale Nature Medicine.  

Le metastasi cerebrali rappresentano una complicanza sempre più frequente di tumori solidi, quali quelli del polmone e del seno. E nel caso delle metastasi al cervello, al di là della chirurgia e della radioterapia, la terapia farmacologica è tuttora limitata ed insoddisfacente.

Il Gruppo di ricerca Neuroncologico del Dipartimento di Neuroscienze dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, da anni riconosciuto a livello nazionale ed internazionale quale centro di eccellenza per le neoplasie cerebrali, in collaborazione con ricercatori di base del CNR (CNIO) di Madrid ha individuato un nuovo meccanismo molecolare critico per la crescita nel cervello di metastasi provenienti da tumori del polmone e della mammella e che potrà rappresentare in futuro un bersaglio terapeutico.

Il contributo del gruppo neuroncologico torinese è consistito nel dimostrare che la crescita delle cellule tumorali metastatiche nel cervello è facilitata dalla presenza di un fattore molecolare (STAT3) non tanto sulle cellule tumorali stesse, ma su cellule del cervello sano (i cosiddetti astrociti reattivi), che viceversa erano sempre state considerate una barriera difensiva.

Per arrivare a questo risultato i ricercatori hanno studiato circa 100 campioni di metastasi cerebrali provenienti da interventi neurochirurgici e hanno scoperto che i pazienti con espressione di STAT3 sugli astrociti reattivi hanno una sopravvivenza molto più breve. La prossima tappa sarà quella di verificare in studi clinici la possibilità di bloccare con farmaci specifici la STAT3.