Tumori: sport, dieta e stop fumo. Ecco le regole per prevenirli

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Settembre 2019 7:20 | Ultimo aggiornamento: 24 Settembre 2019 16:32
Tumori: sport, dieta e stop fumo, ecco le regole per prevenirli

Una coppia mentre si allena correndo (foto ANSA)

ROMA – Attività fisica regolare, un’alimentazione equilibrata, la lotta all’obesità e ovviamente, last but not least, la rinuncia alla sigaretta. E’ su questi pilastri che si posa la prevenzione primaria ai tumori, che secondo i dati degli oncologi Aiom quest’anno per la prima volta registrano un calo, sia pure limitato, nelle nuove diagnosi. Anche a causa di una maggiore consapevolezza dell’importanza di adottare stili di vita corretti. La Lega italiana per la lotta ai tumori (Lilt) ha pubblicato sul suo portale una serie di schede proprio sulle mosse da compiere per cercare, per quanto possibile, di allontanare il rischio cancro.

A partire dall’alimentazione: Secondo l’American Institute for Cancer Research (AICR), oltre il 30% dei tumori è direttamente riconducibile al cibo, inteso sia in termini quantitativi che qualitativi. Ciò significa, spiegano gli esperti, che una larga percentuale dei tumori potrebbe essere prevenuta semplicemente con una dieta corretta ed una scelta mirata e ragionata degli alimenti: diversi studi hanno confermato il significativo ruolo dei cibi nello sviluppo di determinate forme di cancro, come anche la capacità per altri di prevenirne la formazione. Il tradizionale modello alimentare mediterraneo è ritenuto oggi in tutto il mondo uno dei più efficaci per la protezione della salute ed è anche uno dei più vari e bilanciati che si conoscano. La dieta mediterranea è sinonimo di equilibrio perfetto e corretta proporzione fra i vari nutrienti: proteine 15%; carboidrati 60%; lipidi 25%.

C’è poi la lotta all’obesità, co-responsabile, oltre che di numerose altre patologie, di tumori a carico di diversi organi: endometrio, ovaio, mammella, collo dell’utero, prostata, colon retto, cistifellea, pancreas, fegato e reni. Il modo migliore per contrastare questa epidemia è prevenirla, sia perché le terapie contro l’obesità hanno ad oggi scarsi successi e sia per evitare la gravità delle complicanze legate al sovrappeso. È sufficiente controllare il proprio peso, evitando che superi i livelli a rischio, ed optare per tre semplici comportamenti: adottare abitudini alimentari corrette, con un’alimentazione moderata, bilanciata e distribuita durante l’arco di tutta la giornata: meno grassi e zuccheri, più frutta e verdura; non credere alle pubblicità ingannevoli che propongono perdite di peso in breve tempo senza rinunciare alle proprie abitudini alimentari; aumentare i livelli di attività fisica, praticando sport e vivendo in modo meno sedentario: un adulto dovrebbe impiegare almeno trenta minuti al giorno in attività fisica moderata; i bambini almeno sessanta minuti ogni giorno. Secondo recenti ricerche, una regolare attività fisica moderata può allungare la vita di una persona di 3-5 anni: più dispendio energetico, più uscite caloriche.

Importante anche l’attività fisica: alcuni studi attestano che le persone fisicamente attive hanno un’aspettativa di vita superiore di oltre 6 anni rispetto ai cosiddetti sedentari. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la pratica di un’attività sportiva o motoria ha effetti benefici sullo stato di salute. Si consiglia di praticare almeno 30 minuti al giorno di attività fisica moderata, corrispondenti piu o meno a 10.000 passi per ottenere benefici per la salute. Se, ad esempio, non fosse possibile dedicare del tempo allo sport, e sufficiente nell’arco della giornata adottare piccoli accorgimenti: prendere i mezzi pubblici per andare al lavoro; scendere una fermata prima della destinazione; passeggiare durante le pause lavorative; utilizzare le scale al posto dell’ascensore.

Infine, la battaglia più importante, quella contro il fumo. ​Se nessuno fumasse, il cancro ai polmoni sarebbe una malattia quasi inesistente e sarebbe di gran lunga ridotta anche l’incidenza del cancro della bocca e della vescica (esposta alle sostanze tossiche eliminate attraverso le urine). La Lilt, da sempre, si occupa di educare per “debellare” la dipendenza dal fumo ed informare sui danni causati dalla sigaretta. La linea verde 800 998877 offre un reale supporto a chi voglia abbandonare la dipendenza dal fumo. Smettere è essenziale, sono sufficienti pochi dati statistici per capire i reali danni del fumo: solo nel nostro paese il fumo è considerato il responsabile di circa il 30% delle morti per tumore; nel mondo, secondo un recente studio firmato da esperti della Cancer Research Epidemiology Unit dell’Università di Oxford, il 75% dei casi di cancro alla cavità orale, alla faringe e all’esofago può essere attribuito al consumo di tabacco e la percentuale si innalza ad oltre l’80% per il tumore ai polmoni; il consumo di tabacco aumenta la probabilità di essere colpiti dal cancro ai polmoni dalle trenta alle sessanta volte.

Ultimamente, l’Unità per la Prevenzione dei danni del fumo dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano, sulla base dei dati forniti dall’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente), ha evidenziato che la concentrazione di benzene rilevata a Milano era 6,7 volte in meno rispetto a quella rilevata in una stanza di 45 metri cubi dove si erano fumate 6 sigarette. Per questo gli esperti consigliano di rivolgersi ai corsi finalizzati alla disassuefazione dal fumo, come quelli della stessa Lilt, condotti con successo mediante l’adozione di una metodica innovativa che esclude qualsiasi ricorso a medicine, offrendo al contrario molto spazio alle motivazioni personali, all’introspezione, all’ascolto delle dinamiche psicologiche che favoriscono e mantengono la cattiva abitudine alla sigaretta.

Fonte: AGI