Tumori, ricerche italiane. Sistema immunitario ko e vaccino per colon e polmone

Pubblicato il 9 luglio 2012 15:01 | Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2012 15:55
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Foto Lapresse

GENOVA – La ricerca italiana contro il cancro racimola i primi successo: a Genova hanno scoperto come le cellule cancerogene aggirano il sistema immunitario, mentre a Siena hanno sviluppato un vaccino contro il tumore al colon e al polmone.

Sistema immunitario

Il cancro per espandersi nel corpo distrugge il sistema immunitario: alcuni medici e ricercatori dell’ospedale Gaslini di Genova hanno scoperto come. I tumori maligni riescono infatti a eludere il controllo delle cellule Natural Killer (Nk); ma queste cellule possono essere “rivitalizzate” con alcuni farmaci.

L’equipe del Gaslini ha poi spiegato come funziona il sistema immunitario: la “sorveglianza” nei confronti dei tumori da parte del sistema immunitario è principalmente dovuta ai linfociti T ed alle cellule Natural Killer. Tuttavia in alcuni casi le cellule tumorali riescono ad eludere il controllo del sistema e a sopravvivere e a diffondersi nell’organismo perché mettono in atto strategie in grado di inibire l’azione dei linfociti.

I ricercatori genovesi hanno dimostrato come le cellule di melanoma, quando incontrano le cellule NK, producono sostanze (la PGE-2 e la kinurenina) in grado di bloccare le cellule NK, le quali, giunte a contatto con il tumore, vengono letteralmente “disarmate”. Di conseguenza, le cellule NK assistono impotenti alla moltiplicazione e al diffondersi delle cellule tumorali.

Per controbattere, esisterebbe però un metodo. Gli autori dello studio hanno dimostrato (in laboratorio) che l’utilizzo di farmaci che bloccano la PGE-2 o l’enzima che produce la kinurenina (IDO) permette alle cellule NK di “recuperare le armi” e di uccidere le cellule del tumore.

Vaccino contro tumori a colon e polmone

Al Policlinico di Siena è stato testato un vaccino, chiamato Tspp, per il cancro al colon e al polmone. L’obiettivo principale di questa fase era ”testare la tossicità e, conseguentemente, l’attività immunobiologica del Tspp che agisce su un enzima importante per la vita delle cellule tumorali”.

”Il vaccino non ha presentato tossicita’ di rilievo – spiegano i medici che si sono occupati della ricerca – inoltre lo studio immunobiologico ha finora rivelato il potenziamento del trattamento chemioterapico contro il tumore. Nello studio sono stati arruolati 38 pazienti con aspettativa di vita superiore a 3 mesi, già sottoposti a terapia convenzionale per la tipologia del tumore. Il monitoraggio clinico e radiologico ha mostrato una stabilizzazione di malattia con una durata maggiore di 6 mesi, con miglioramento della qualita’ della vita in alcuni pazienti arruolati”.