Usa. “Hai un ictus? Prima paga la parcella”: esattori al pronto soccorso

Pubblicato il 4 Maggio 2012 15:27 | Ultimo aggiornamento: 4 Maggio 2012 15:32

ROMA – “Hai un ictus? Aspetta, prima salda il debito di quella volta che hai avuto l’inflenza”. Questa è la situazione tipo in cui un paziente del Minnesota potrebbe trovarsi entrando in un pronto soccorso.  A porla non certo personale medico, ma gli esattori di debiti sanitari della compagnia Accretive Health. Una pratica che potrebbe costargli una denuncia. Secondo il procuratore Lori Swanson lo “stalking” nel letto d’ospedale costituirebbe una violazione della privacy, mentre la Accretive Health non rilascia dichiarazioni sulla vicenda.

Per il procuratore Swanson gli esattori avrebbero violato le leggi sulla privacy dei pazienti, venendo a conoscenza delle precedenti cartelle cliniche, oltre ad aver negato il diritto alle cure nei casi di emergenza.  In alcune testimonianze e documenti si è parlato anche di rifiuto di accettazione di pazienti con debiti al pronto soccorso, se non avessero saldato almeno un debito precedente. Un atteggiamento dunque aggressivo e forse poco opportuno.

Atteggiamento a parte, quel che si discute negli Stati Uniti è se sia o no legale questa politica della compagnia, tenendo conto anche del fatto che raramente l’esattore si presenta al malato come tale, cioè un dipendete dell’Accretive Health. Ma il fenomeno si diffonde presto per la società che non opera solo in Minnesota, ma anche in Michigan e nello Utah. Un approccio che non sembra poi funzionare, se si pensa che lo scorso mese la Fairview Health Services ha rinunciato ai servizi della Accretive Health.

D’altronde aggredire i malati nel loro letto d’ospedale è un atteggiamento del tutto opposto alla necessità di cure e attenzioni che il personale medico e ospedaliero dovrebbe dare al paziente. Ad aggravare la posizione della Accretive le mail interne emerse dopo che il computer di un dipendente è stato rubato. Sembra infatti che l’azienda di recupero crediti spingesse per questo metodo di “operazioni di riciclo”. Il personale sarebbe dunque appositamente addestrato ed istruito al recupero debiti, ed esisterebbero premi e carte regalo per chi recupera di più. Il futuro dell’esattore che si lascia travolgere dalla pietà è invece segnato dal licenziamento.

“Abbiamo iniziato a licenziare le persone che non aderiscono al programma”, avrebbe scritto in una mail un membro della Accretive nel settembre 2010. La “Equitalia” sanitaria degli Stati Uniti ha fatto del recupero debiti un mantra, sicuramente efficiente in termini di entrate, ma che ha peggiorato le condizioni di lavoro negli ospedali. Insomma, scappare dal proprio marchio di “debitore” è impossibile se la Accretive Health è nei paraggi. Il debitore non dimentichi la carta di credito, quando arriva in ospedale. E se riuscirà ad entrare senza pagare, ed operarsi, stia comunque attento. Nemmeno il pallido colorito di un convalescente operato di appendicite potrebbe impietosire lo sguardo del freddo esattore.