Vaccini, dietrofront della maggioranza: resta l’obbligo per entrare in classe

di Redazione blitz
Pubblicato il 5 Settembre 2018 17:25 | Ultimo aggiornamento: 5 Settembre 2018 19:02
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Vaccini, dietrofront della maggioranza: resta l’obbligo per entrare in classe

ROMA – Pronto un emendamento della maggioranza gialloverde per confermare l’obbligo delle vaccinazioni per la frequenza scolastica. La maggioranza sta infatti valutando una serie di emendamenti presentati da diversi gruppi parlamentari che abroga dal decreto Milleproroghe il comma che rende non obbligatori i vaccini per i bambini di materne e asili. I relatori delle Commissioni Bilancio e Affari costituzionali, Giuseppe Buompane e Vittoria Baldino, entrambi M5S, che stanno esaminando il provvedimento, potrebbero dare parere positivo.

“La maggioranza M5s-Lega della Commissione Affari sociali ha proposto la soppressione del comma 3 dell’articolo 6 del decreto legge che prevede la proroga dell’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione scolastica. Si tratta di una clamorosa retromarcia e di una straordinaria vittoria della buona politica, della scienza e del buon senso”. Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Affari sociali, Vito De Filippo. “Ieri, durante le audizioni, i medici, i pediatri e gli esperti degli Istituti superiori di Sanità, avevano contestato nel merito le ragioni di una scelta che metteva a rischio la salute dei bambini. È un successo importante ottenuto anche grazie al contributo decisivo dei parlamentari del Partito democratico”.

“È una vittoria della scienza, contro i pregiudizi oscurantisti del governo M5S-lega. Alla fine anche loro si sono resi conto della enormità delle decisioni sui vaccini, ed hanno fatto un dietrofront totale sulla legge Lorenzin”, afferma il capogruppo del Pd a Palazzo Madama, Andrea Marcucci. “Il Pd, come aveva detto ieri Matteo Renzi, era pronto a fare ostruzionismo sul mille proroghe. La minaccia dem e l’opposizione di tante persone di buon senso hanno fatto la differenza”, conclude Marcucci.

“Gli slogan del governo vanno ascoltati all’incontrario, come i dischi dei Black Sabbath. Anche sui vaccini infatti la propaganda è durata il tempo di un’estate, poi il primo vento di autunno l’ha spazzata via. Il ravvedimento, con il ritorno dell’obbligatorietà della documentazione per l’iscrizione a scuola, è certamente apprezzabile. Ma conferma il pressappochismo su cui si muove l’asse Lega-5 Stelle”. Lo afferma Giuseppe Civati, fondatore di Possibile.

Intanto sono in corso in tutta Italia controlli da parte dei carabinieri dei Nas nelle scuole per verificare la veridicità della documentazione presentata dalle famiglie in merito alle vaccinazioni obbligatorie per legge per la frequenza scolastica. I controlli, secondo quanto si apprende, sono partiti da ieri in nidi e materne e proseguiranno nei prossimi giorni anche negli altri istituti scolastici selezionati a campione.

L’obiettivo è appunto individuare, a livello nazionale, eventuali casi di falsificazione della documentazione, sia che si tratti di autocertificazioni sia di certificati da parte delle asl di competenza. Casi di falsificazione si sono infatti già verificati in passato. Nelle scorse settimane era diventato virale il caso di una mamma bresciana che aveva falsificato il certificato vaccinale della figlia fotocopiando e alterando un vecchio foglio dell’Asl. Era stata la stessa donna a vantarsene su Facebook, riscuotendo critiche ma anche qualche like.

Verranno comunicati in giornata ai Nas di Roma i risultati dei controlli effettuati nelle scuole di Torino dai carabinieri sulle autocertificazioni per i vaccini obbligatori. L’attività è stata coordinata con l’Asl, che ha permesso di incrociare le autocertificazioni con le banche dati, e gli istituti dell’infanzia (nidi, asili e materne). I controlli arrivano a pochi giorni dalla prima campanella, che in Piemonte è prevista per lunedì. Come da disposizioni ministeriali, i militari devono valutare la conformità delle dichiarazioni dei genitori.

A Milano invece una mamma ha chiamato la polizia quando ha saputo che il suo bambino non poteva entrare
all’asilo nido questa mattina perché non era in regola con la documentazione. Le forze dell’ordine le hanno però spiegato che non potevano fare nulla perché la scuola rispettava la legge. È questo l’unico caso segnalato dal Comune nei nidi e nelle scuole materne che gestisce e che sono frequentate da circa 33 mila bambini.