--

Vaccini ritardo, cioè estate 2021 ancora infetta e inverno 21/22 ancora Covid

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 25 Gennaio 2021 8:56 | Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio 2021 11:16
Vaccini ritardo, cioè estate 2021 ancora infetta e inverno 21/22 ancora Covid

Vaccini ritardo, cioè estate 2021 ancora infetta e inverno 21/22 ancora Covid (Foto d’archivio Ansa)

Vaccini in ritardo quindi ovviamente ritmo e velocità della vaccinazione che rallentano. Rallentano di quanto? Chi ipotizza e calcola ritardo di due mesi, chi tre. Chi più pessimista allunga il ritardo da stimare oltre il trimestre. Già prima dei ritardi nella produzione e distribuzione  delle dosi, vaccinare il 70 per cento della popolazione entro settembre era ai limiti del possibile.

Ora ha varcato quei confini ed è missione entrata nella terra dell’impossibile. A settembre 2021 il 70 per cento della popolazione italiana non sarà ancora vaccinato. Il che vuol dire…

Vaccini in ritardo: autunno-inverno ancora Covid

La prima cosa che ritardo delle vaccinazioni purtroppo vuol dire è che il prossimo autunno-inverno non sarà senza Covid. Non senza coronavirus (che certo non sarà debellato dal pianeta in 10/12 mesi). Il prossimo autunno-inverno non sarà senza Covid, ci saranno ancora contagiati, ci sarà ancora la malattia e ci saranno malati. In misura minore e più contenuta perché una parte della popolazione sarà stata vaccinata, una parte appunto. Non tutta la parte che serviva per ipotizzare e sperare un autunno-inverno 2021/2022 sostanzialmente libero dal Covid.

Estate, questa 2021, ancora infetta per il Covid

Il ritardo nella disponibilità dei vaccini vuol dire anche che l’estate, questa, la prossima estate sarà ancora infetta, ancora con circolazione del virus. Infetta lo era stata anche l’estate 2020, mai una settimana, mai anche un solo giorno senza contagi. Ma tutti, l’intera collettività, avevano elaborato illusione di massa che pandemia fosse finita, d’incanto e dopo solo tre-quattro mesi. Non c’era nessuna evidenza che fosse finita, anzi dichiararla finita era contro ogni evidenza ma volontà di popolo voleva epidemia finita.

E così è stato la scorsa estate per un paio di mesi: si è vissuto in pandemia come pandemia non ci fosse. Una sorta di referendum popolare per l’abolizione della pandemia. Risultato plebiscitario. Ma virus c’era ed è stato aiutato non poco dall’intera collettività che non voleva ammettere e accettare ci fosse. Tra sei mesi medesima sceneggiatura, stesso film? Ai mesi dell’estate la gran parte della popolazione adulta non sarà vaccinata e il virus sarà ancora tra la popolazione. Ovviamente contagio attenuato dalle abitudini di vita all’aperto dei cittadini indotti dall’estate appunto. Ma sarà la seconda estate di pandemia. non ci saranno le condizioni perché sia la prima estate del veramente tutto finito. A meno che non  si faccia, per la seconda volta, finta che sia tutto finito.

Vaccini, il calendario allungato: quando e a chi

A febbraio la vaccinazione dei circa due milioni di personale sanitario, medici, ospiti e lavoratori Rsa doveva essere ultimata, compresa ovviamente la somministrazione della seconda dose. Ci si allungherà per forza di cose di almeno un mese, almeno.

Il che comporta l’inizio della vaccinazione per gli ottantenni (più di quattro milioni)  tra fine marzo ed inizio aprile. Con ragionato ottimismo, fine del turno degli ottantenni a maggio. E da maggio avvio della vaccinazione dei molto più numerosi cittadini tra i 65 e gli 80 anni. Almeno dieci milioni di persone che saranno vaccinate tra maggio e agosto. 

Resta a quel punto (estate piena e finita) da vaccinare tutta la popolazione adulta, cui toccherà presumibilmente da settembre a fine anno.