Vaccino c’è. Ma tutti vaccinati solo nel 2022. E a chi la precedenza?

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 10 Novembre 2020 10:59 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2020 10:59
Vaccino a gennaio, Crisanti non lo farebbe: "Troppo di fretta". Tu lo faresti?

Vaccino a gennaio, Crisanti non lo farebbe: “Troppo di fretta”. Tu lo faresti? (Foto Ansa)

Vaccino c’è: quello Pfizer-Biontech annunciato come efficace nel novanta per cento dei casi. E altri ancora ce ne sono di vaccini anti Covid sia in sperimentazione che in produzione preventiva, prima ancora di essere totalmente testati e quindi eventualmente autorizzati.

Vaccino c’è. In laboratorio già oggi. E già domani in qualche stabilimento. Ma attenti a non confondere un concepimento con una nascita. A chi va la precedenza sul vaccino?

VACCINO E PRECEDENZA. QUANTE DOSI, QUANDO E PER CHI

Attenti a non essere frettolosi nel leggere vaccino c’è e passare oltre. Come detto, un concepimento non è una nascita. Di mezzo ci sono nove mesi. E questa volta saranno di più, l’intervallo tra il concepimento del vaccino e la nascita della vaccinazione di massa potrebbe essere, anzi sarà se va alla grande, circa il doppio. Per il tutti vaccinati, se l’umanità sarà bravissima ed efficientissima, l’appuntamento è al 2022, Durante e per tutto il 2022. 

ENTRO L’ANNO 50 MLN DI DOSI, CIOE’ 25 MLN DI VACCINATI A INIZIO 2021

Entro l’anno 50 mln di dosi si dice in grado di produrre Pfizer-Biontech. Poiché il suo vaccino prevede due dosi per vaccinato, significa potenzialmente 25 milioni di vaccinati nei primi mesi del 2021. Sempre che tutto vada benissimo. Benissimo come finora è andata la sperimentazione su circa 200 individui: 90 per cento di successo quando si sperava nel 60/70 per cento. Un vaccino efficace al novanta per cento è una meraviglia inattesa. Ora, dopo ulteriori verifiche, dovrebbe arrivare a settimane l’autorizzazione a produrre. E quindi 50 milioni di dosi entro l’anno.

E per tutto il 2021 altro 1,3 miliardi di dosi, lo annuncia l’azienda. Un’enormità, di più non si può. Cioè 650 milioni di persone vaccinate entro il 2021. Se tutto prosegue ok, se nulla si guasta e neanche rallenta. Nel migliore dei mondi possibili circa 700 milioni di persone sul pianeta vaccinate entro il 2021 con un vaccino efficace al novanta per cento e sicuro al cento per cento.

Settecento milioni di persone sono un po’ meno di uno su dieci di abitanti del pianeta Terra.  Quindi, nel migliore dei mondi possibili il vaccino anti Covid l’anno prossimo non lo avranno tutti, anzi i più dovranno aspettare.

2021 VACCINO PER 1 SU 10: A CHI LA PRECEDENZA?

L’anno prossimo, nel migliore dei mondi possibili, vaccino anti Covid per uno su dieci di noi. E non perché il mondo sia cattivo e l’umanità feroce nello strapparselo l’un l’altro o perché governi tirchi o case farmaceutiche ingorde. No, vaccinato uno su dieci se tutti va bene e tutti, proprio tutti, si comportano al meglio dell’immaginabile.

Vaccino uno su dieci nel 2021 se si riesce in uno sforzo produttivo al massimo delle potenzialità e anche oltre. Se si distribuisce il vaccino in una rete logistica tutta da allestire e non sarà una passeggiata, basta pensare che le dosi di vaccino hanno bisogno di una costante catena del freddo. Se si somministra il vaccino con smisurata efficienza: vaccinare materialmente decine e centinaia di milioni di persone in settimane e mesi quando per imprese analoghe ci vogliono anni.

E quindi, a chi la precedenza? Ai medici, agli infermieri, agli autisti di ambulanze, a coloro che lavorano in ospedale, Fin qui tutti d’accordo. Ma poi…Vaccinare prima gli anziani visto che in caso di Covid si ammalano in maniera più grave? Ma gli anziani sono troppi, almeno in Europa o in Giappone, pochissimi in Africa. O prima degli anziani vaccinare i bambini in età scolare che, se si ammalano si ammalano sintomatologicamente silenti e quindi portano contagio in casa? Ma bambini e ragazzi in età scolare sono troppi. O ancora vaccinare prima chi per motivi di lavoro ha vasta rete di contatti sociali? Chi viaggia, chi fa viaggiare, chi trasporta, chi interfaccia con il pubblico. O ancora garantire prima che la produzione industriale sia per così dire vaccinata? O quella agricola?

La questione delle precedenza nel vaccinarsi è decisiva anche per la stessa efficacia della futura campagna vaccinale. Andrà definita con chiarezza, coraggio e utilità. Non dovrà essere trattata per categorie o lobby. Ricevere il vaccino prima, avere la precedenza non sarà, non deve essere privilegio ma pubblica utilità. E non sarà per nulla facile reggere a pressioni e tenere la barra diritta e per di più a livello almeno continentale se non planetario.

AL NETTO DEI NO VAX

Al netto dei No Vax che potrebbero dare una mano assottigliando il numero degli umani da vaccinare… No, non danno una mano purtroppo, neanche in questo senso: se quote rilevanti di popolazione dovessero sottrarsi al vaccino, allora danno anche per chi si vaccina perché immunità vaccinale è quando circa 80 per cento e passa della popolazione è vaccinata e quindi virus fatica ad alimentarsi e riprodursi trovando ampi vuoti nella sua catena di trasferimento da organismo a organismo.

No, i No Vax non daranno una mano comunque. Al netto di cose anche più grandi di loro, al netto di una produzione da allestire, di distribuzione e somministrazione in dimensioni mastodontiche, al netto di ogni pessimismo, al culmine di ogni ottimismo c’è il tutti vaccinati entro il 2022. Fate attenzione a non sbagliare calendario e anno. Potreste ritrovarvi delusi, sgomenti. O peggio senza reddito. O peggio ancora malati. Perché avete creduto, abbiamo voluto credere che finisse nel 2o20, anzi a giugno 2020. Adesso irrazionalmente aspettiamo virus vada in vacanza a Natale. Poi ci riempiamo le orecchie e la testa con vaccino a gennaio 2021…No, andrà tutto meglio, molto meglio, quasi bene nel 2022, non prima.