Vaccino anti Covid, una sola dose a chi è guarito. L’ipotesi al vaglio: si risparmia 1 mln di dosi

di Daniela Lauria
Pubblicato il 15 Febbraio 2021 20:09 | Ultimo aggiornamento: 16 Febbraio 2021 8:41
Vaccino anti Covid, una sola dose a chi è guarito. L'ipotesi al vaglio: si risparmiano 1 mln di dosi

Vaccino anti Covid, una sola dose a chi è guarito. L’ipotesi al vaglio: si risparmiano 1 mln di dosi (Foto Ansa)

Una sola dose di vaccino anti-Covid, senza quindi effettuare il richiamo, alle persone che hanno già contratto il Covid-19 in forma sintomatica e sono dunque entrate in contatto col virus. Ciò partendo dall’assunto che un soggetto guarito sviluppa comunque un certo grado di immunità, che al momento si stima possa perdurare almeno 6 mesi.

L’ipotesi, sostenuta da vari esperti e supportata anche da primi studi scientifici, approda ora all’esame di tavoli tecnici mentre si apre un confronto anche con l’Agenzia italiana del farmaco.

Ad oggi, non sono disponibili linee guida consolidate a livello internazionale sulla questione e le strategie adottate variano da Paese a Paese.

La vaccinazione ai guariti non ha controindicazioni secondo le autorità sanitarie, ma la stessa Organizzazione mondiale della sanità ha recentemente raccomandato di posticipare la somministrazione del vaccino a chi si è contagiato, viste le scorte limitate.

Vaccino ai guariti, le indicazioni dell’Aifa

Secondo l’Aifa, la vaccinazione non contrasta con una precedente infezione da Covid-19, anzi potenzia la sua memoria immunitaria, per cui non è utile alcun test prima della vaccinazione.

Tuttavia, rileva l’Agenzia, coloro che hanno avuto una diagnosi di positività a Covid-19 non necessitano di una vaccinazione nella prima fase della campagna vaccinale, mentre questa potrebbe essere considerata quando si otterranno dati sulla durata della protezione immunitaria.

Sicuramente, posticipare l’immunizzazione o non effettuare il richiamo ai guariti consentirebbe di avere a disposizione un gran numero di dosi da destinare ad altre categorie prioritarie. La Francia, ad esempio, si sta orientando in questa direzione.

Vaccino ai guariti, l’opinione dell’immunologo Alberto Mantovani

Favorevole a tale strategia è l’immunologo Alberto Mantovani, professore emerito di Patologia e direttore scientifico dell’Istituto Irccs Humanitas di Milano. All’Humanitas, ha spiegato intervenendo a Che tempo che fa su Rai3, “abbiamo pubblicato un lavoro due settimane fa, coordinato da Maria Rescigno, in cui abbiamo osservato che nelle persone che hanno avuto il Covid, nella prima dose di vaccino c’è una risposta straordinaria del livello di anticorpi”.

“In parallelo, l’esperto Florian Krammer ha pubblicato un lavoro praticamente identico e sono usciti altri 3 lavori negli Usa con lo stesso massaggio”.

Cosa significa? Questi lavori, ha affermato Mantovani, “suggeriscono che vada seriamente considerata l’ipotesi di dare una sola dose a chi ha già avuto Covid sintomatico per due motivi: il primo motivo è per il bene di chi viene vaccinato e per risparmiare tossicità e il secondo perché questo ci dà centinaia di migliaia, forse 1 milione di dosi di vaccino in più”.

Vaccino ai guariti, anche Massimo Galli è d’accordo

Sulla stessa linea anche Massimo Galli, direttore del dipartimento Malattie infettive all’Ospedale Sacco di Milano, secondo il quale le persone guarite da Covid “non andrebbero vaccinate”. E’ infatti “verosimile – chiarisce – che i guariti mantengano una risposta immunitaria anche a lungo, e attualmente vediamo che in questi soggetti tale risposta è molto buona”.

Inoltre, avverte, “in alcuni casi si sono viste delle reazioni più pesanti in soggetti guariti e vaccinati. Non si tratta di reazioni gravi o che richiedono ospedalizzazione ma non sappiamo come potrebbe ad esempio rispondere l’organismo di un soggetto anziano in questa situazione”.

Il punto, conclude Galli, è che “credo si vaccini a tappeto anche per una questione di semplicità organizzativa, ma questo equivale ad una dichiarazione di incapacità di saper distinguere tra situazioni diverse”.