Vaccino AstraZeneca, Marco Cavaleri (Ema): “Difficile negare un rapporto con i casi di trombosi”

di Caterina Galloni
Pubblicato il 6 Aprile 2021 15:30 | Ultimo aggiornamento: 6 Aprile 2021 15:30
Vaccino AstraZeneca, il responsabile Ema: "Difficile negare un rapporto con i casi di trombosi"

Vaccino AstraZeneca, il responsabile Ema: “Difficile negare un rapporto con i casi di trombosi” (Foto Ansa)

Marco Cavaleri, responsabile della strategia sui vaccini di EMA, parlando degli approfondimenti in corso sui casi di trombosi registrati negli under 55, in maggioranza donne, in un’intervista al Messaggero ha spiegato: “Ora è sempre più difficile affermare che non vi sia un rapporto di causa ed effetto tra la vaccinazione con AstraZeneca e casi molto rari di coaguli di sangue insoliti associati a un basso numero di piastrine”.

“Stiamo cercando di avere il quadro preciso di cosa succede, di definire nel dettaglio questa sindrome dovuta al vaccino”, ha detto al quotidiano Marco Cavaleri.

Vaccino AstraZeneca e trombosi, non solo Marco Cavaleri (Ema)

I Paesi europei hanno sollevato preoccupazioni sui casi di trombosi del seno venoso cerebrale o CVST registrati in meno di 70 casi su milioni di persone a cui è stato somministrato il vaccino AstraZeneca. La Germania e i Paesi Bassi hanno già sospeso il suo utilizzo per gli under 60.

La direttrice dell’EMA, Emer Cooke, ha precedentemente sottolineato che non ci sono “prove” a sostegno della limitazione dell’uso del vaccino in tutto il continente.

In una nota aveva spiegato che “un nesso causale” degli eventi rari di trombosi “con il vaccino” di AstraZeneca “non è dimostrato ma è possibile e ulteriori analisi sono in corso” e aggiunto che i benefici superano di gran lunga i rischi.

I vaccini anti Covid in Italia

Ad oggi in Italia è stato somministrato il 54% delle dosi di AstraZeneca (2.218.038 su 4.098.800 consegnate), secondo il database del ministero della Salute, mentre per Moderna la percentuale scende al 50% (658.403 su 1.328.200 consegnate). Pfizer ha invece una percentuale di somministrazione del 96%, (8.375.625 di dosi su 8.709.480 consegnate).

In totale in Italia su 14.136.480 dosi dei tre vaccini arrivate ne sono state somministrate 11.252.066, l’80%.  

Sulla base di questi dati ci sarebbero in frigorifero ancora da utilizzare oltre 2,8 milioni di dosi in tutto il Paese. Erano 1,3 milioni meno di una settimana fa, il 31 marzo, prima che ne arrivassero proprio 2,8 milioni dalle tre aziende a completare le consegne del primo trimestre.

Sempre al 31 marzo risultavano somministrate 1.913.706 dosi di AstraZeneca, secondo il ministero della Salute, su 2.752.400 consegnate, quasi il 70%. In seguito ne sono arrivate altri 1,3 milioni del prodotto anglo-svedese.

Fino al 31 marzo erano state somministrate oltre 7,5 milioni di dosi di Pfizer, quasi tutte quelle consegnate. In seguito ne è arrivato un altro milione.

Nello stesso giorno risultavano somministrate 527.102 dosi di Moderna, oltre il 65%% di quelle consegnate, prima di una nuova consegna di 500 mila dosi.