Vaccino, quando davvero? Italia rischia paese meno vaccinato d’Europa

di Lucio Fero
Pubblicato il 15 Dicembre 2020 9:49 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2020 9:49
Vaccino calendario, quando il tuo turno. A quello del governo aggiungi almeno due mesi

Vaccino calendario, quando il tuo turno. A quello del governo aggiungi almeno due mesi (Foto Ansa)

Vaccino, quando davvero? Non i primi vaccinati, quelli che nella seconda metà di gennaio di sicuro già ci saranno. Quando davvero vaccinazione di massa, quando saranno vaccinati contro il Covid tutti gli italiani che lo vorranno?

Vaccino, governo dice: giugno. Ottimismo dice: settembre.

Prima gli operatori sanitari, coloro che a qualunque titolo lavorano ed operano nella Sanità. Saranno presumibilmente e credibilmente vaccinati entro febbraio. A seguire, con qualche difficoltà socio culturale in più, toccherà agli anziani nelle Rsa. Diciamo tra febbraio e marzo. Terzo gradino della scala di priorità definito dall’anagrafe: a chi ha 80 anni e più vaccino tra marzo e aprile.

Quindi sarà il turno di chi ha non solo più di 65 anni ma anche patologie associate e malattie croniche, insomma gli anziani cosiddetto fragili. E siamo già a maggio. Tra maggio e giugno dovrebbe essere la volta degli anziani in salute. Quindi, durante l’estate e massicciamente a settembre, il resto della popolazione: gli adulti sani e i giovani, i ragazzi, i bambini.

Linea da non varcare: l’autunno.

Vaccinazione di massa entro l’autunno 2021, per non avere altro lockdown, altro anno scolastico amputato, altri danni economici, altre decine di migliaia di morti. Un altro inverno come quello del 2020 non si può, la vaccinazione di massa deve impedirlo.

Prima i giovani o gli anziani?

Domanda alla quale oggi non si può rispondere. Il vaccino, i vaccini disponibili garantiscono al vaccinato che di Covid non si ammalerà. Non è dato però sapere (lo dirà solo l’esperienza empirica e la rilevazione scientifica) se vaccino impedisce al vaccinato anche di contagiare. Se vaccino impedisce di ammalarsi vanno vaccinati in prima fila e battuta coloro che più e peggio si ammalano: gli anziani. Se  e quando si accertasse che il vaccinato non contagia più, allora andrebbe preso in esame vaccinare prima chi maggiormente contagia e cioè i giovani.

Quanti in Italia si vaccineranno?

Ovviamente non lo sa nessuno, ma due calcoli si possono fare. Per quel che valgono sondaggi per di più prematuri l’area di ostilità o dubbio della pubblica opinione italiana verso il vaccino anti Covid sfiora il 40 per cento. Troppo? L’Italia è anche il paese dove la somma delle forze politiche che in vario modo e a vario titolo coltivano diffidenza e sospetto è maggiore che in ogni altro paese d’Europa. Non a caso sondaggi stimano in Europa area dubbio diffidente o militante verso i vaccini al 20/25 per cento, mentre in Italia si arriva al quasi 40 per cento.

Concorrono a formare quel quasi 40 per cento i No Vax in senso proprio, minoranza non infima e molto rumorosa, aggressiva, non aliena alla violenza non solo degli argomenti. Ma concorre soprattutto la cultura e la disposizione sociale anti Stato e anti istituzione fortemente auto alimentatasi durante le misure anti contagio: se lo dice lo Stato, se lo dice il governo, se lo dicono loro…io non mi fido.

Concorre ovviamente la potente tradizione anti scientifica della cultura popolare e non solo popolare in Italia. Concorrono gli stregoni e i buffoni da social che hanno grande seguito. Concorre una informazione che dovrebbe essere professionale che concede per ignoranza e pavidità par condicio ai vaccini e ai loro demonizzatori. Concorre la pessima abitudine di dar voce, risalto, spazio a chi si inventa una balla sui vaccini malefici e non a chi si vaccina.

Concorre infine una debolezza strutturale della politica, dei governi, del ceto politico tutto che non ha autorevolezza e prestigio per davvero convincere e, se del caso, imporre.

Italia verso paese meno vaccinato d’Europa

La risultante potrebbe essere ritrovare l’Italia il prossimo autunno come il paese meno vaccinato d’ Europa. Non solo vaccino sprecato nella sua funzione collettiva (solo vaccinazione intorno al 70 per cento della popolazione spezza linee logistiche del virus e spezza quindi la trasmissione del contagio nella popolazione). Non solo vaccino sprecato ma anche condizione di pericolosità nei confronti di altri paesi e popolazioni. Con conseguenti misure di tutela degli altro Stati nei confronti del paese meno vaccinato e quindi limitazioni e controlli al traffico e spostamenti di merci e persone. Il paese meno vaccinato degli altri pagherebbe dazio sanitario e pena economica.

Allora come a San Marino?

Allora fare come a San Marino dove stabilito che chi non si vaccina, se poi si ammala si paga di tasca sua le cure? Troppo semplice, come semplicissime sono tutte le cose che non si possono fare davvero. Certo a volte viene la tentazione di un governo che alla vasta platea di negazionisti e riduzionisti e cavillisti dicesse: fate come vi pare. Poi però ad ospedale con cartello tutto esaurito, zitti. E che nessuno lagni di essere stato lasciato fuori e solo. Ma non si può fare.

Zaia: la cultura ripugnante a passeggio

E allora come si fa, come si farà? Parola a Luca Zaia, presidente Regione Veneto, non certo un sostenitore e propagandista del governo e dei lockdown: “Per alcuni Covid è problema degli ospedali…A Treviso 50 mila a passeggio su 80 mila abitanti…c’è una cultura strisciante e ripugnante secondi cui è la malattia degli anziani…In tutta Italia ho visto spettacolo immondo…”. Visto quel che vede Zaia, sarà dura, molto dura farcela a vaccinare 35/40 milioni di italiani entro la prossima estate.