Variante Delta, identikit: doppia mutazione, sintomi e risposta vaccini, tutto quello che bisogna sapere

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Giugno 2021 14:19 | Ultimo aggiornamento: 15 Giugno 2021 14:19
Variante Delta identikit

Variante Delta, identikit (Ansa)

Variante Delta, identikit. Variante Delta, nome in codice della variante indiana di Sars CoV 2. Facciamo il punto su natura e livelli di rischio (è più forte e più contagiosa) sul mutante che sta spaventando il Regno Unito. E che si sta affacciando anche in Italia

Variante Delta, identikit

Come è noto, il premier britannico Boris Johnson ha dovuto rinviare di un mese la fine delle restrizioni pur avendo il Paese quasi raggiunto l’immunità vaccinale. Uno studio di Lancet fa capire come sia necessario non abbassare la guardia. Senza tuttavia cadere in facili tentazioni terrorizzanti.

Il rischio di ricovero in ospedale per la variante Delta è quasi doppio rispetto a quello della variante Alfa (inglese). Ma due dosi di vaccino forniscono comunque una forte protezione contro la variante Delta.

Il rischio, “come ho detto fin dall’inizio – ricorda il professor Fabrizio Pregliasco – è che in autunno ci sia un rialzo dei contagi, un colpo di coda del virus”.

Quanto sono efficaci i vaccini contro la variante Delta

Secondo i dati analizzati dai ricercatori, la variante indiana è la forma predominante di coronavirus pandemico circolante nel Regno Unito e si ritiene che sia del 60% più contagiosa di quella inglese.

In particolare, il vaccino Pfizer-BioNTech fornisce contro questa variante una protezione del 79%, rispetto al 92% di protezione con la variante inglese. Per il vaccino Oxford-AstraZeneca, invece, è stata rilevata una protezione del 60% contro le infezioni dovute alla variante indiana, rispetto al 73% della variante inglese.

Variante Delta, due mutazioni dribblano la risposta immunitaria

Scoperta per la prima volta ad ottobre nel Maharashtra, stato dell’India Centro-occidentale, conosciuto per la capitale Mumbai, la variante è identificata come B.1.617.

La sua caratteristica principale è che presenta due mutazioni già note (E484Q e L452R), unione che sarebbe responsabile della drammatica ondata che sta stravolgendo l’India. La mutazione identificata come L452R corrisponde ad una modifica individuata anche nella variante californiana (B.1.427) che interessa la proteina spike e potrebbe aumentare la contagiosità del coronavirus.

La mutazione E484Q potrebbe invece incidere sulla capacità di ‘dribblare’ la risposta immunitaria: quindi, potrebbe portare il coronavirus ad essere più resistente agli anticorpi sviluppati dopo un’infezione o di aggirare, almeno parzialmente, l’efficacia del vaccino.

Sintomi: più simile al raffreddore, ma molto più forte

A livello di sintomi la variante indiana pare essere più impattante sull’organismo. Tosse, raffreddore, mal di testa e mal di gola, febbre, dolori muscolari, diarrea, stanchezza e spossatezza, ovvero i primi segnali della presenza del coronavirus nelle persone, sono di solito più forti. E di conseguenza anche i tempi di guarigione ne risentono.

Le persone colpite dalla variante Delta potrebbero pensare, in un primo momento, di aver contratto un semplice raffreddore. Questo le spingerebbe a uscire di casa comunque, diffondendo così il contagio. E’ questa una delle ragioni della sua rapida diffusione.