Vegani, perché sì e perché no. Calabrese: “Per i bambini sconsigliata”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 settembre 2014 10:31 | Ultimo aggiornamento: 8 settembre 2014 10:57
Vegani, perché sì e perché no: ma attenti alle nevrosi...

Vegani, perché sì e perché no: ma attenti alle nevrosi…

ROMA – “La dieta vegana non è completa, è sconsigliata per i bambini”. Dice Giorgio Calabrese, professore universitario e medico specializzato in scienze dell’alimentazione. Di diverso parere Umberto Veronesi, che sostiene come l’alimentazione vegana sia adatta a tutte le età, nonostante sia necessario che “il radicalismo dei principi etici non porti a nevrosi ossessive“.

Nevrosi ossessive che ben vengono interpretate nel film Hungry Hearts di Saverio Costanzo, in cui la mamma Mina decide di essere iperprotettiva col suo bimbo, dandogli una dieta completamente vegana che gli fa rischiare la morte per denutrizione. Una dieta a cui il padre Jude si oppone per salvare la vita del figlio.

Un film controverso ma che ben riassume la situazione di opposti che è vissuta tra chi è vegano e chi no. Per Calabrese, intervistato da La Stampa, prima di tutto va fatta differenza tra il regime vegano e quello vegetariano:

“Va bene evitare l’eccesso di grassi saturi di origine animale, ma c’è subito da fare una distinzione tra un regime alimentare vegetariano, che comprende uova e latticini, e quello vegano che invece li esclude e obbliga a rinunciare del tutto a proteine nobili e ferro”.

Mancanze che comportano malassorbimenti di alcuni nutrienti essenziali:

“Senza latte nè uova non riusciamo ad assumere la vitamina B12, molto importante, tra l’altro, nella formazione dei globuli rossi e per il sistema nervoso. Poi c’è il problema del ferro: se di origine vegetale, quello degli spinaci per intenderci, viene assorbito dal corpo in quantità minime, mentre, se di origine animale, supera l’80% di assorbimento”.

Mancanze che possono essere integrate con dei farmaci:

“Quel che si evita con tanta cura in natura deve poi essere per forza assunto con delle capsule. E se un regime alimentare che aspira a essere il più naturale possibile deve ricorrere a delle pastiglie, qualche incongruenza c’è per forza”.

Per Calabrese poi il regime vegano non è adatto ai bimbi:

“Capisco e non condanno la volontà di trasmettere ai figli le proprie convinzioni, ma un bimbo vegano, a differenza di un coetaneo vegetariano oppure onnivoro, non ha le stesse opportunità di sviluppare l’organismo. La carne si può sostituire con uova, latte e latticini, freschi o stagionati. Ma, se si rinuncia anche a questi, il corpo non può crescere sano”.

Per Veronesi, intervistato da La Stampa, per un vegano è importante non cedere alle nevrosi ossessive, ma si tratta di un regime sano:

“L’alimentazione vegana fa bene a tutti e a tutte le età. Chi si alimenta così e in maniera giusta vive felice”.

Nonostante Veronesi sia vegetariano, condivide l’etica vegana:

“Noi siamo contro la violenza sugli animali, tutti meritano uguale attenzione. Sono cresciuto tra gli animali, sono intelligenti, sensibili, hanno qualità che commuovono. Lei mangerebbe il suo cane? Invece mangia carne di un vitello che non conosce. Dietro c’è un’industria fortissima che contrasta di fatto il propagarsi di queste considerazioni di carattere morale. Inoltre si vive 7,5 anni di più degli altri, nella media. La carne fa male e causa malattie”.

Ma nonostante l’etica, la medicina alternativa non va confusa con il veganesimo:

“Nessuna. Quando si deve le medicine vanno prese. Altrimenti è un estremismo dannoso”.