Virus Ebola si accanisce sull’Uganda. Epidemia in corso, già 14 morti

Pubblicato il 30 luglio 2012 11:30 | Ultimo aggiornamento: 30 luglio 2012 11:32
virus ebola

Il virus ebola (LaPresse)

KAMPALA –  I morti sono già 14 e sono destinati purtroppo a salire. Colpa di uno dei virus più letali, ebola. Virus contagioso che causa una febbre emorragica pressoché incurabile. Dall’inizio di luglio Ebola si è “svegliato”  in Uganda occidentale, a poco più di 200 chilometri dalla capitale del Paese.

”Abbiamo venti casi accertati di persone che hanno contratto il virus e tra queste 14 sono morte”, ha riferito Joaquim Sewaka, rappresentante dell’Oms in Uganda. L’epidemia ha avuto inizio nel distretto di Kibaale, a circa 200 chilometri dalla capitale ugandese Kampala e a una cinquantina di chilometri dalla frontiera con il Congo (Rdc). Nella zona sono già stati inviati medici ugandesi e americani che stanno cercando di organizzare centri di quarantena.

La febbre emorragica Ebola è molto contagiosa e causa il decesso della maggioranza  delle persone che la contraggono. A seconda delle epidemie la percentuale di mortalità varia tra il 50 e il 90%.  Non ci sono vaccini contro il virus né medicinali ad hoc: i medici possono solo lottare contro la malattia reidratando i pazienti. Il contagio avviene per contatto diretto con il sangue, il sudore, la saliva. Il virus Ebola è stato individuato per la prima volta in Congo (ex Zaire) nel 1976 e da allora in Africa si sono avute ben 15 epidemie che, secondo l’Oms, hanno causato più di 1.300 morti. I Paesi colpiti, oltre a Uganda e Congo, sono stati il Gabon e il Congo Brazzaville.

Negli Stati, intanto, è morto uno dei principali artefici della lotta alla febbre emorragica Ebola. Si tratta di William T. Close, scomparso a 84 anni per un attacco cardiaco. Close era impegnato contro Ebola dal 1976 e come ricorda il New York Times che dedica alla sua scomparsa un lungo articolo,  era sia medico personale del presidente Mobutu Sese Seko  sia  medico capo dell’esercito al momento dell’epidemia.  In un momento in cui nel paese regnava il panico e gli ospedali chiudevano perché i medici venivano decimati da virus Close ebbe un ruolo chiave nell’arginare la diffusione dell’epidemia.