YOUTUBE Cosa mangiare per evitare il cancro. I consigli

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Ottobre 2015 18:30 | Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre 2015 18:31
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Cosa mangiare per evitare il cancro. I consigli

ROMA – Il cancro non si può sconfiggere naturalmente a tavola, ma si può combattere anche partendo da sane abitudini alimentari. Insegnare queste sane abitudini è l’obiettivo dell’Istituto Oncologico Romagnolo, in collaborazione con associazioni, chef ed esercenti della Romagna.

Che cos’è la Salute a tavola?

Si tratta di un format composto in primo luogo da un tour itinerante di conferenze, tenuti da un Medico oncologo e da uno Chef. Questi incontri sono stati organizzati dall’Istituto Oncologico Romagnolo, da aprile fino ad ottobre nelle città di Forlì, Ravenna, Rimini, Cesena, Faenza, Cattolica e Lugo. Oltre 3.000 persone hanno partecipato a questi incontri.

L’obiettivo è stato quello di sensibilizzare le persone, insegnando loro come difendersi dal cancro scegliendo stili alimentari corretti, cibi e preparazioni da privilegiare. Al termine del tour di conferenze sono stati organizzati dei corsi di cucina teorico-pratici, per dare la possibilità a tutti gli interessati di approfondire l’argomento e apprendere le migliori tecniche per scegliere gli alimenti e cucinarli in modo sano e genuino.

I corsi sono stati organizzati in 4 location diverse per un totale di 16 serate, con oltre 500 partecipanti. L’iniziativa è resa possibile grazie al main sponsor Commercianti Indipendenti Associati – Conad e al sostegno di Romagna Acque e Orogel, con il patrocinio dell’associazione Chef to Chef Emilia Romagna Cuochi. Dopo questa prima fase, il progetto ha fatto il suo ingresso in tutti i Conad della Romagna, delle Marche e Repubblica di San Marino, in collaborazione con Commercianti Indipendenti Associati – Conad.

Fino al 31 dicembre, infatti, apposite bandierine segnaleranno alcuni alimenti, scelti perché il loro inserimento in una dieta consapevole può avere proprietà nutritive utili nella prevenzione dei tumori.

Com’è nato questo progetto?

Nei mesi sono state raccolte molte richieste per trattare questa tematica, sono arrivate dai volontari, dai pazienti e dai semplici sostenitori. Questo progetto, inoltre, è nato dalla consapevolezza che recenti studi scientifici hanno evidenziato come l’ambiente e le abitudini di vita delle persone sono responsabili dell’insorgenza di oltre il 90% dei tumori.

Queste ricerche specifiche hanno dimostrato che i tumori causati da un’errata alimentazione rappresentano addirittura il 35% dei casi totali. Per tale ragione è importante combattere il cancro anche a tavola, riducendo così la possibilità di ammalarsi o di riammalarsi.

Le evidenze scientifiche e la dedizione della dott.ssa Lucia Bedei Medico Oncologico, della dott.ssa Carla Brigliadori Gourmet associato Chef to Chef e dello Chef Luca Zannoni hanno dato la possibilità di organizzare un progetto strutturato e di successo. Obiettivo finale, per l’Istituto Oncologico Romagnolo, è quello di sensibilizzare tra le 10.000 e le 15.000 persone.

Far arrivare il messaggio che dobbiamo essere motivati dal fatto che non è mai troppo tardi per agire, che il cambiamento delle nostre abitudini, anche alimentari, può avere delle conseguenze clamorose sulle cellule del nostro corpo, destinate a rinnovarsi seguendo percorsi in parte definiti dalle nostre scelte di vita, che possono poi essere vantaggiose per l’ambiente e per le future generazioni.

L’Istituto Oncologico Romagnolo è da sempre in prima linea in questa importante battaglia.

Si da 36 anni l’Istituto Oncologico Romagnolo è molto attivo nel campo della prevenzione oncologica, ma non solo. Infatti se nel 1979 esistevano in Romagna solo due reparti oncologici, ora, grazie all’Istituto ce ne sono 7, oltre a 3 day hospital.

Ad oggi i Volontari e i Medici dell’Istituto Oncologico Romagnolo hanno assistito gratuitamente oltre 35.000 pazienti, sensibilizzato oltre 122.000 studenti romagnoli ai corretti stili di vita, in particolare ai rischi per la salute derivanti dall’alcool e dal fumo. Grazie alle borse di studio dell’Istituto oltre 230 Medici e Ricercatori si sono potuti formare e specializzarsi in oncologia. L’Istituto Oncologico Romagnolo, inoltre, ha sostenuto oltre 170 conferenze scientifiche, 16 dei quali internazionali.

L’Istituto Oncologico Romagnolo è stato l’ideatore e il principale Socio Fondatore dell’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (IRST), recentemente riconosciuto dal Ministero della Salute quale Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS). Infine ha sostenuto la rete degli Hospice in Romagna che conta 8 strutture sparse nel territorio.

Oggi, trentasei anni dopo, la squadra dell’Istituto è composta da circa 3.000 Soci, da oltre 1.200 Volontari, da 45 collaboratori e giovani Ricercatori borsisti e da migliaia di Sostenitori. Grazie a tutto questo sostegno, l’Istituto Oncologico Romagnolo ha potuto investire in Romagna oltre 43 Milioni di euro in Ricerca Scientifica e Prevenzione, 8 Milioni di euro in attrezzature scientifiche e 11 Milioni di euro in Cure Palliative, Assistenza e Psiconcologia.