Zecche, torna l’invasione: ecco come colpiscono e come difendersi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 maggio 2018 11:38 | Ultimo aggiornamento: 5 maggio 2018 11:38
Zecche, come difendersi e come attaccano

Zecche, torna l’invasione: ecco come colpiscono e come difendersi

ROMA – Una vera e propria invasione di zecche è in atto in Friuli, ma questi parassiti rappresentano un pericolo in tutta Italia. Col ritorno della primavera, tornano anche i rischi di puntura da zecca ed è importante sapere come colpiscono e come difendersi per evitare spiacevoli conseguenze. Il morso di zecca infatti può provocare malattie anche molto serie, come la malattia di Lyme, o infezioni come la meningoencefalite, che non vanno affatto sottovalutate.

Il rischio di essere punti da una zecca ritorna puntuale con il bel tempo e il caldo e la voglia di scampagnate nei boschi. Quando la temperatura supera i 7 gradi questi parassiti infatti si attivano e possono attaccare l’uomo. Il primo passo da compiere per proteggersi è quello di indossare pantaloni lunghi soprattutto se si cammina in valli dove l’erba è alta, ma questo consiglio non basta da solo: le zecche infatti riescono a intrufolarsi anche nonostante i vestiti.

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Gli abiti poi devono essere di colori chiari, perché anche se attirano questi insetti rendono più facile la loro individuazione. Il parassita ha bisogno di circa 2 ore per attaccarsi alla pelle, dunque una volta arrivati a casa una doccia prolungata e intensa può aiutare a staccarli. Le zecche sono attirate dal sudore, dunque è sempre bene ispezionare il corpo e soprattutto le zone dove la sudorazione è più intensa.

Nel caso in cui la zecca si sia attaccata alla pelle, è importante asportarla il prima possibile per evitare la trasmissione di malattie, che solitamente inizia circa 24 ore dopo il morso. E’ importante poi non schiacciare il corpo della zecca, ma toglierla per intero, proprio come quando si estrae un chiodo da un’asse di legno.

Se nella zona della puntura osservate arrossamenti e irritazioni subito dopo il morso, non preoccupatevi, è una reazione normale. Ma se il rossore o l’irritazione persiste a distanza di 10 giorni, allora è meglio rivolgersi al medico, perché potrebbe essere il primo sintomo della malattia di Lyme, che si manifesta in modo asintomatico nella maggior parte dei casi o con un eritema migrante. Le altre infezioni infatti sono associate a febbre, che compare solitamente a circa 8 o 10 giorni dalla puntura.

Proprio per questo motivo è importante segnare la data in cui si è stati punti dalla zecca ed effettuare a distanza di 6 settimane un esame del sangue per controllare che non ci siano infezioni o malattie latenti.