Alieni o polvere? Risolto il mistero della stella KIC 8462852

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 gennaio 2018 7:00 | Ultimo aggiornamento: 8 gennaio 2018 15:49
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Alieni o polvere? Risolto il mistero della stella KIC 8462852

ROMA – Una stella che diventa meno luminosa per poi tornare a splendere nella costellazione del Cigno aveva incuriosito scienziati e appassionati. Una teoria, in particolare, aveva attirato l’attenzione del mondo intero e cioè che a causare quel diverso bagliore fosse una megastruttura aliena. Peccato che un nuovo studio svela il mistero: non ci sono alieni per la stella KIC 8462852, ma forse solo una coltre di polvere cosmica.

Dopo essere diventata una ‘star’ dei social media, la stella KIC 8462852 è ora anche la più studiata al mondo, grazie alle centinaia di appassionati che dai pc di casa hanno studiato l’incredibile quantità di dati forniti dal cacciatore di pianeti Kepler della Nasa, aiutando gli astronomi nel loro lavoro e segnando l’inizio di una nuova era negli studi di astronomia. I risultati sono pubblicati sulla rivista The Astrophysical Journal Letters.

Tabby Star, così chiamata in omaggio a Tabetha Boyajian, la ricercatrice dell’università della Louisiana che l’ha scoperta, aveva catturato l’attenzione per i suoi misteriosi cali di luminosità, scrive il Daily Mail. Anomalie che avevano fatto pensare, tra le diverse ipotesi, anche all’esistenza di megastrutture costruite da civiltà aliene. Adesso, un gruppo di oltre 200 ricercatori, coordinati da Tabetha Boyajian, ha invece sgombrato dal campo l’ipotesi delle civiltà aliene, e verificato che deve essersi trattato di “un fenomeno più ordinario”, probabilmente un disco di polveri.

Ad aiutarli sono stati i dati raccolti attraverso la campagna di crowdfunding Kickstarter, nella quale più di 1.700 persone hanno donato oltre 100.000 dollari per finanziare un network di telescopi con gli occhi puntati sulla stella. Gli appassionati del gruppo ‘Cacciatori di pianeti’ hanno inoltre passato al setaccio i dati raccolti da Kepler. “Senza il loro aiuto non avremmo avuto così tanti dati”, commenta Boyajian. Dallo scorso maggio sono stati rilevati 4 diversi episodi di cali di luminosità, battezzati con i nomi di Elsie, Celeste, Scara Brae e Angkor.

Questi ultimi due in omaggio ad antiche città perdute di Scozia e Cambogia, perché”ciò che stiamo guardando sulla stella è avvenuto più di 1000 anni fa”, continua. “I nuovi dati mostrano che qualsiasi cosa ci sia tra noi e la stella non è opaco, come potrebbe essere un pianeta o una megastruttura aliena”, rileva Boyajian. “Esclusi gli alieni, rimangono plausibili altre ipotesi – conclude – come il passaggio di comete”.

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