Alzheimer, il farmaco sperimentale che ne rallenta il declino cognitivo del 30 per cento

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 luglio 2018 6:41 | Ultimo aggiornamento: 30 luglio 2018 16:47
Alzheimer BAN2401

Alzheimer, il nuovo farmaco efficace all’esordio della malattia

ROMA – Il BAN2401, un nuovo farmaco sperimentale della Biogen/Esai per combattere l’Alzheimer, ha dimostrato di rallentare il declino cognitivo: [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] dopo 18 mesi i pazienti a cui è stato somministrato il dosaggio più alto dell’anticorpo hanno avuto un netto miglioramento.

I risultati sono stati annunciati all’Alzheimer’s Association International Conference (AAIC 2018), a Chicago e hanno sorpreso positivamente i neurologi che più volte hanno visto promettenti cure rivelarsi inutili.

Si stima che nel 2018, 5,7 milioni di americani di tutte le età abbiano il morbo di Alzheimer; i pazienti presentano un declino delle capacità cognitive, comportamentali e fisiche e attualmente non esiste una cura.

Tuttavia ci sono molte reticenze sul nuovo studio condotto dagli scienziati della Biogen/Esai e non da ricercatori universitari né è stato esaminato da esperti esterni; uno tra questi sostiene che l’obbiettivo principale dello studio condotto su 856 volontari non è stato raggiunto per cui, nel complesso, è stato considerato un flop.

Ma la Biogen/Esai ha dichiarato che 161 pazienti a cui per 18 mesi è stata somministrata la dose più alta ogni due settimane, hanno  avuto un significativo miglioramento rispetto a 245 persone che hanno assunto un trattamento placebo.

Gli esperti aggiungono inoltre che affinché i risultati siano considerati definitivi è necessario uno studio più approfondito ma Maria Carrillo, responsabile scientifica della Associazione Alzheimer parla invece di “cauto ottimismo, un rallentamento del declino del 30% è qualcosa di positivo” e “la capacità del farmaco di eliminare le placche cerebrali sembra piuttosto sorprendente”.

Un altro segnale dell’efficacia del farmaco sono state le scansioni del cervello: all’inizio dello studio, tutti i volontati avevano segni di placche beta amiloide, che si ritiene si accumulino nel cervello e interferiscano con i segnali neurali.
Ma, dopo 18 mesi, nell’81% delle persone che aveva assunto la dose più alta del farmaco erano scomparsi, secondo un funzionario Eisai.

Reisa Sperling, neurologa del Brigham and Women’s Hospital di Boston,  ha affermato che è importante rendersi conto che questa non è una cura, forse un rallentamento del declino. “Non stiamo riportando improvvisamente le persone alla fase pre-Alzheimer”.

Le azioni di Biogen, con sede a Cambridge, Massachusetts e dell’Eisai, con sede a Tokyo, sono salite alle stelle dopo aver dato l’annuncio che in alcuni pazienti, il BAN2401 aveva rallentato la progressione del morbo di Alzheimer.