Animali che vivono in città si adattano evolvendo più rapidamente

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 maggio 2018 6:20 | Ultimo aggiornamento: 9 maggio 2018 22:57
Lince rossa che vive a Los Angeles

La lince rossa che vive a Hollywood

ROMA – Le città rappresentano un impulso all’evoluzione, gli animali si adattano all’ambiente a una “velocità senza precedenti”, secondo quanto affermato dal biologo evoluzionista Menno Schilthuizen.

L’evoluzionista sostiene che, lungi dall’essere lande desolate, le città stanno aiutando a creare nuove specie. Schilthuizen, autore di “Darwin comes to town”, spiega che [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, Ladyblitz – Apps on Google Play] gli umani stanno contribuendo ad accelerare questo processo, con alcuni risultati sorprendenti. In un’intervista con Simon Worrall del National Geographic, Schilthuizen spiega come le città stanno creando una nuova generazione di “zanzare Underground di Londra”.

Nonostante il nome, la zanzara sotterranea di Londra può essere trovata in tutto il mondo, vive in ambienti sotterranei come scantinati e linee metropolitane; non può più incrociarsi con la zanzara che si trova in ambienti esterni ed è effettivamente considerata una nuova specie, scrive il Daily Mail.

“Penso che Darwin abbia sottovalutato la velocità che può avere l’evoluzione, in particolare di specie che hanno numerose generazioni in un breve lasso di tempo”, ha detto al National Geographic Schilthuizen, anche docente di biodiversità all’Università di Leida in Olanda. Il tempo di generazione è la velocità del “clock” evolutivo, quindi se si hanno più generazioni all’anno è possibile accumulare cambiamenti evolutivi molto più rapidamente di quanto possano fare gli esseri umani, ad esempio, che hanno una generazione ogni 20 anni, spiga lo studioso.

In un altro esempio, Schilthuizen sottolinea il fatto che le linci rosse a Hollywood ora sono diverse da quelle che vivono a nord dell’autostrada 101. “La frammentazione nelle città è un tema comune. Nell‘ecologia urbana gli umani creano ogni tipo di barriera, come strade e autostrade. A nord di Los Angeles, la popolazione della lince rossa è divisa da due autostrade molto grandi, che dividono in due l’area in cui vivono”. “Queste barriere causano qualcosa di simile a quello che succede alle zanzare presenti nelle linee della metropolitana di Londra, per cui l’evoluzione è limitata alle aree isolate da altre popolazioni”.

Nel libro, Schilthuizen parla anche delle piante di Crepis appartenenti alla famiglia delle Asteraceae che nei piccoli parchi producono semi più pesanti di quelli in campi aperti, e dunque più propensi a cadere sul suolo. L’evoluzione urbana ha inoltre significato che lucertole sviluppano zampe più articolate per arrampicarsi sugli edifici. Il libro del professor Schilthuizen segue un recente studio della Goethe University di Francoforte, in Germania, in cui si è scoperto che gli animali in tutto il mondo stanno rinunciando al loro “stile selvaggio” e sono molto più vicini a noi, come risultato dell’attività umana.

Lo studio ha rilevato che i mammiferi che vivono in aree ad alta attività umana si spostano fino a tre volte meno di animali che vivono in aree isolate. Questo schema è ormai globale, dagli elefanti delle foreste africane alle volpi e ai cervi rossi in Gran Bretagna, e riguarda specie sia grandi che piccole.

Gli esperti sostengono che gli insediamenti umani, le strade e le recinzioni spezzano il loro habitat naturale e bloccano la migrazione naturale dei mammiferi, consentendo la facile diffusione di malattie mortali. Questa “frammentazione” dell’habitat ostacola anche la capacità degli animali di accoppiarsi e trovare riparo e cibo. Il ridotto movimento dei mammiferi ha inoltre un impatto sull’ambiente in quanto molte piante per disperdere i semi, si affidano ai mammiferi.

“L’importanza dello spostamento geografico degli animali in natura è stata a lungo documentata”, ha affermato il coautore dello studio, Adam Kane, dell’University College di Cork, in Irlanda. “È indispensabile che gli animali trovino cibo, acqua, compagni e nuovi habitat in cui vivere”.