Antartide, la Nasa scopre un altro iceberg tabulare

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 ottobre 2018 6:40 | Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2018 17:54
Antartide, emerge un altro iceberg tabulare: la FOTO della NASA

Antartide, emerge un altro iceberg tabulare: la FOTO della NASA

ROMA – Nell’Antartico, la NASA ha individuato un secondo iceberg perfettamente rettangolare, non è dunque un fenomeno isolato e ha un nome: iceberg tabulari e questo secondo è stato individuato nei pressi del precedente, vicino alla piattaforma di ghiaccio “Larsen C”.

Fa parte di un grande “campo di iceberg tabulari”, secondo gli esperti NASA, gli angoli così regolari e la superficie piatta indicano che l’iceberg si era appena staccato da una piattaforma di ghiaccio. L’immagine in 3D è stata scattata durante un volo Operation IceBridge, un progetto di ricognizione aerea dell’agenzia spaziale americana per osservare e monitorare i cambiamenti nei livelli di ghiaccio in diversi ghiacciai dell’Antartide e dall’Artico.

“Ho pensato che fosse interessante; osservo spesso iceberg con bordi relativamente dritti, ma non ne ho mai visto uno con due angoli decisamente retti come questo”, ha dichiarato Jeremy Harbeck, scienziato di IceBridge. L’iceberg rettangolare sembrava essersi appena staccato da Larsen C, che nel luglio del 2017 liberò l’enorme iceberg A68, un pezzo di ghiaccio delle dimensioni dello stato del Delaware, scrive il Daily Mail.

Il volo è partito da Punta Arenas, in Cile, come parte di una IceBridge della durata di cinque settimane, iniziata il 10 ottobre e che dovrebbe concludersi il 18 novembre. Durante il sorvolo, mirato a valutare i cambiamenti dell’altezza del ghiaccio di diversi ghiacciai che defluiscono nelle banchine di Larsen A, B e C, Jeremy Harbeck, ha individuato un iceberg tabulare molto appuntiti che galleggiava tra i ghiacci al largo di Larsen C. In un’intervista a LiveScience, lo scienziato della NASA Kelly Brunt ha dichiarato che “per immaginare come si forma un corpo di ghiaccio di questo tipo bisogna pensare a un’unghia che cresce nel tempo. Dopo un po’ che non la tagliamo, finisce per spezzarsi in modo naturale e questo, molto spesso, avviene seguendo linee geometriche quasi perfette, lineari”.