Antartide, scoperti i resti di tre antichi continenti perduti sotto i ghiacci

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 9 novembre 2018 10:25 | Ultimo aggiornamento: 9 novembre 2018 10:25
Antartide, tre cratoni di continenti perduti trovati sotto i ghiacci

Antartide, scoperti i resti di tre antichi continenti perduti sotto i ghiacci

ROMA – I resti di tre antichi continenti perduti si nascondono sotto i ghiacci dell’Antartide. Tre frammenti di terra un tempo uniti ad Africa, Australia e India detti “cratoni” che potrebbero avere un’età compresa tra 550 milioni di anni e 1 miliardo di anni. La scoperta si deve al satellite Goce dell’Agenzia spaziale europea, che tra il 2009 e il 2013 ha studiato la gravità terrestre e individuato il mosaico di continenti andati ormai perduti.

La scoperta si deve all’università tedesca di Kiel e al British Antarctic Survey (Bas) ed è stata pubblicata sulla rivista Scientific Report. I ricercatori hanno analizzato i dati della missione dell’Esa, in grado di misurare le sottili differenze di gravità in diversi punti della Terra con una risoluzione di 80 chilometri. I dati raccolti sono stati confrontati con quelli relativi all’andamento delle onde sismiche, permettendo così la realizzazione di una “radiografia” dell’interno del nostro pianeta.

Il risultato è stato una mappa tridimensionale delle placche continentali, che ha aperto una finestra sulla profondità della Terra e soprattutto di quanto accade sotto i ghiacci antartici. Fausto Ferraccioli, responsabile della ricerca geologica di Bas, ha spiegato: “Queste immagini della gravità stanno rivoluzionando la nostra capacità di studiare il continente meno conosciuto, l’Antartide”. Sotto i suoi ghiacci gli scienziati hanno trovato un “emozionante mosaico di cratoni”, dice Ferraccioli, “che rivelano somiglianze e differenze tra la crosta sotto l’Antartide e gli altri continenti, a cui i frammenti erano uniti fino a 160 milioni di anni fa”.

Un altro importante risultato dai dati di Goce riguarda le caratteristiche dell’Antartide. I ricercatori hanno scoperto che nella parte occidentale lo spessore della crosta è più sottile, compreso tra 20 e 35 chilometri. Nella parte orientale, che è costituita dai relitti di antichi continenti, si raggiunge uno spessore della crosta tra i 40 e i 60 chilometri, separati da strutture più giovani. 

I cratoni più antichi sono almeno tre e sono collegati al cosiddetto Cratone Mawson, che in passato comprendeva parti dell’Australia meridionale, e il relitto nascosto sotto La Terra della Regina Maud. I due frammenti sono separati dalla catena dei Monti Gamburtsev, sepolta sotto i ghiacci. Non è chiara, invece, l’origine del terzo frammento, posto tra il Mare di Weddell e il Polo Sud.

I tre frammenti emergono solo dai dati di Goce e non dall’analisi delle onde sismiche e, scrivono i ricercatori, “rappresentano un nuovo elemento importante per studiare l’Antartide”. Il risultato, rilevano gli esperti dell’Esa, potrebbe fornire indizi su come la struttura continentale dell’Antartide stia influenzando il comportamento dei ghiacciai e come il continente bianco risponderà al loro scioglimento.