Antichi egizi usavano barche a remi per navigare fino al Mar Nero?

di Caterina Galloni
Pubblicato il 9 Agosto 2019 6:38 | Ultimo aggiornamento: 8 Agosto 2019 17:46
Una mummia dell'antico Egitto

Una mummia dell’antico Egitto (foto Ansa)

ROMA – Gli antichi egizi erano in grado di usare barche a remi per navigare fino al Mar Nero? Un gruppo di amanti dell’avventura ne è convinto e intende dimostrare questa teoria intraprendendo un viaggio analogo ma al contrario.

A metà agosto il team di 24 studiosi e volontari provenienti da otto nazioni partiranno dal porto bulgaro di Varna, sperando che la loro imbarcazione a remi Abora IV, di canne e corda, attraverso il Bosforo, l’Egeo e fino all’isola di Creta, sia in grado di sostenere 700 miglia nautiche, circa 1.296 chilometri. Il team sta cercando di dimostrare che effettivamente potranno raggiungere Cipro come raccontato da Erodoto, storico del V secolo, come ha affermato l’archeologo tedesco Dominique Goerlitz, a capo della spedizione.

Erodoto scriveva dell’esistenza di contatti marittimi e commerciali tra il Mar Nero e il Mediterraneo quattro mila anni fa, al tempo degli antichi egizi. Goerlitz, 53 anni, e il suo team dichiarano che per il design della barca lunga 14 metri, si sono ispirati ai disegni scolpiti su antiche rocce provenienti dall’Egitto e dal Caucaso. La costruzione è stata realizzata con l’aiuto di volontari e due membri della comunità indigena Aymara del lago Titicaca in Bolivia, Fermin Limachi e il figlio Yuri.

Non è un caso che l’Abora IV abbia una sorprendente somiglianza con la famosa imbarcazione di canne Ra II che nel 1970 il norvegese Thor Heyerdahl usò nel tentativo di attraversare l’Atlantico: allora a collaborare per la costruzione della nave fu il padre di Limachi. Grandi fasci di canne di totora, una pianta acquatica, sono state legate insieme con delle corde così da realizzare il corpo principale della nave che hanno poi dotato di un albero di legno e due scomparti di canna adibiti al riposo.

Per costruire la barca, complessivamente sono state utilizzate 12 tonnellate di canne di totora e due chilometri di corda, avrà due vele di 62 e 40 mq, come riferito da Fermin. “La domanda principale è se questa barca sarà in grado di superare le ardue scogliere dell’isola del Mar Egeo”, ha detto Goerlitz. Raggiungere le Isole Cicladi e poi Creta sarà cruciale per dimostrare l’ipotesi iniziale, ha aggiunto, poiché la civiltà minoica che fiorì lì dal 2.700 al 1.200 a.C. è stato dimostrato che commerciava con l’Egitto. Una volta messa in acqua, la barca rimarrà ferma per due settimane e mezzo, assorbirà tra le 5 e le 10 tonnellate di acqua.

Secondo Goerlitz, grazie ai miliardi di camere d’aria all’interno del poroso materiale da costruzione, la barca non potrà rompersi o affondare. Nel 2007, durante la sua ultima spedizione a bordo dell’Abora III partì da New York diretto verso la Spagna meridionale nel tentativo di dimostrare che l’uomo dell’età della pietra fece analoghi viaggi transatlantici. Il team di Goerlitz navigò per 56 giorni poi una tempesta fece a pezzi l’imbarcazione, a 900 km dalle Isole Azzorre in Portogallo. “Sono sicuro al 100% che questa nave non affonderà. E fintanto che la nave galleggerà abbiamo una zattera di sicurezza”, ha dichiarato il volontario Mark Pales, un elettricista di 42 anni proveniente dai Paesi Bassi. Un’altra volontaria, Heike Vogel di 35 anni, ha collaborato in due precedenti spedizioni senza salire a bordo e ora è impaziente di salpare. Per comunicare con le grandi navi mercantili presenti sulla loro rotta – un grave pericolo in alto mare – l’equipaggio di Goerlitz avrà a bordo moderne apparecchiature di comunicazione satellitare e radio.

Fonte: chinadaily.com.